A rischio 10.000 posti di lavoro

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Yashal
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Rischio di licenziamenti alla Fiat

Partiranno da febbraio - ha annunciato l'azienda ai sindacati - se non arriver? un provvedimento di mobilit? lunga o un ammortizzatore sociale alternativo. Maroni ribadisce il suo ?no?

ROMA - Rischio di licenziamenti alla Fiat a partire da febbraio: l?azienda oggi ha annunciato ai sindacati che se non arriver? un provvedimento di mobilit? lunga o un ammortizzatore sociale alternativo sar? costretta ad avviare le procedure per i licenziamenti collettivi alla scadenza della cassa integrazione (per i primi 800 lavoratori degli enti centrali a Mirafiori a febbraio). Ma su questo provvedimento che consente l?accompagnamento alla pensione del lavoratore in esubero (con un massimo di sette anni di sussidio) il Governo ribadisce attraverso il ministro del Welfare Roberto Maroni il suo no, a meno che le aziende non siano disponibili a prendersi carico dei relativi costi. I lavoratori a rischio nella Fiat secondo i sindacati sono tra 1.000 e 2.000, mentre circa 10.000 sono i posti a rischio nel settore metalmeccanico. La possibile soluzione potrebbe essere individuata nel decreto ?mille proroghe? all?esame del Governo il 22 dicembre. Maroni sottolinea che la norma non pu? essere inserita il 22 perch? non ? una proroga ma non esclude che possa rientrare in sede di conversione del decreto sempre che ?non ci siano costi aggiuntivi per lo Stato?. Al momento nel caso di sette anni di mobilit? lunga l?Inps paga tre anni a fronte di quattro anni di costi a carico dell?azienda.
Le procedure di licenziamento potrebbero essere aperte a gennaio (l?intera procedura che prevede un confronto con i sindacati per cercare un accordo sulle modalit? dell?uscita pu? durare 75 giorni) per consentire all?azienda di fare i primi licenziamenti a febbraio. Una volta usciti dall?azienda i lavoratori avrebbero diritto a due-tre anni di indennit? di mobilit? corta.
?Se c?? disponibilit? dalle aziende che usufruiranno dei benefici di un provvedimento di mobilit? lunga ad accollarsene i costi - avverte Maroni - sono disponibile a discutere anche da domani. Se no non se ne fa niente?. Il ministro ha detto che dell?argomento se ne ? parlato ieri in un incontro tra ministri ma che non si ? trovato un accordo. ?Ne abbiamo discusso - ha spiegato - io ho posto due condizioni: non si creino disparit? fra lavoratori e che non ci siano costi aggiuntivi per lo Stato?. Si tratta - ha detto - di uno ?strumento obsoleto che contrasta con il nuovo sistema di ammortizzatori sociali che Montezemolo auspica? ma se lo pagano le aziende e se ?serve per evitare licenziamenti, il governo ?potrebbe aderire?.
La Fiat - ha detto il segretario generale della Fiom Gianni Rinaldini dopo l?incontro con l?azienda di oggi pomeriggio a Roma - non ci ha dato nessun numero ma ci ha comunicato che senza un decreto sulla mobilit? ricorrer? ai licenziamenti collettivi. Rifiuteremo qualsiasi ipotesi di licenziamento ma ? chiaro che il percorso di confronto che stavamo facendo ? interrotto per cercare di capire cosa succede?.
Secondo il segretario nazionale della Fim, Bruno Vitali i posti a rischio nell?intero universo Fiat sarebbero ?qualche migliaio? , 800 dei quali nella sola Torino per gli enti centrali. ?Senza la mobilit? lunga, ha spiegato, ci saranno licenziamenti da febbraio?.
Preoccupato per la drammatizzazione della situazione in Fiat, il numero uno del Fismic, Roberto Di Maulo, secondo il quale in assenza di un provvedimento del governo la situazione nell? azienda sar? ?pesante?. ?Numeri non ne sono stati fatti - ha aggiunto il responsabile per il settore della Uilm Eros Panicali - ci hanno detto che gli esuberi strutturali sono principalmente tra gli impiegati. Circa 800 sono sicuramente in scadenza con la cassa integrazione a febbraio?.

14/12/2005

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