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C'era una volta la Panda 4x4 - La storia di un progetto unico (1983-2003)
Il progetto, al quale contribuì in modo determinante Giorgetto Giugiaro, era quello di un'utilitaria semplice ed essenziale dal punto di vista tecnico-costruttivo, ma robusta, spaziosa come un furgoncino e dalla praticità straordinaria, nonché economica nel prezzo d'acquisto e nei costi di gestione. Così, all'inizio degli anni Ottanta, la "formula Panda" segnò una svolta e un successo importante nella storia, comunque sempre di straordinario rilievo, delle piccole auto del gruppo Fiat. Ciliegina sulla torta della gamma di questa fortunata vetturetta è poi diventata, a partire dal 1983, la versione a quattro ruote motrici, anch'essa priva di soluzioni sofisticate sul piano meccanico, ma dalle prestazioni tanto valide da farla diventare una concreta alternativa alle fuoristrada "dure e pure", nei confronti delle quali la 4x4 della casa torinese non manifestava nessun complesso d'inferiorità. Anzi, spesso l'agile, leggera e compattissima Fiat, in situazioni particolarmente difficili, riusciva a dare la paga a modelli assai più costosi, pretenziosi e dalla carta d'identità ultraspecialistica. L'ottimo telaio di base della Panda, l'affidabilità del motore e delle componenti fondamentali, unite ad un sistema di trazione integrale studiato assieme all'austriaca Steyr-Puch, azienda dalla grande esperienza in materia (tanto per fare un esempio, ha realizzato con Mercedes la Classe G), consentirono la messa a punto di un mezzo capace di trarsi d'impaccio un po' ovunque, in montagna come sugli sterrati, apprezzato perfino da corpi militari o dalle polizie forestali. Equipaggiata con un quattro cilindri a benzina (nell'ultima variante di 1.100 cc da 54 Cv), sospensioni antiquate ma indistruttibili a balestre posteriori, gomme tassellate, cambio a cinque marce dalla prima cortissima (surrogato di una vera e propria ridotta), sterzo privo di servocomando e, naturalmente, senza neppure l'ombra di apparati elettronici, la Panda 4x4 passava dalla trazione anteriore all'integrale con il semplicemente intervento del guidatore su una maniglia sistemata sul tunnel centrale, che metteva in movimento anche il treno posteriore con il suo secondo differenziale. Certo, sui percorsi convenzionali il comportamento della piccola Fiat a quattro ruote motrici costringeva a non pochi compromessi (velocità massima intorno ai 130 km/h, accelerazione modesta, tanto rumore, molleggio rigidissimo, qualche apprensione nell'affrontare allegramente le curve e consumi non proprio da utilitaria), ma lasciato l'asfalto diventava uno strumento efficacissimo pronto alle prove più impegnative: forti pendenze, buche, sassi, neve e qualche guado non sono mai stati problemi insormontabili. Comprensibile quindi che, nonostante prezzi decisamente più elevati delle versioni standard, la Panda 4x4 sia stata venduta in oltre 200 mila esemplari e che ancora molti ne rimpiangano il pensionamento. Da settembre 2003 la Panda è stata sostituita dalla Nuova Panda e da settembre 2004 è presente nel listino anche la Nuova Panda 4x4 , per ora motorizzata solo con il 1.2 Fire da 60cv, ma da settembre /ottobre 2005 monta anche il rivoluzionario Diesel 1.3 Multijet da 70cv con 16v
Fonte
Articolo : www.kwmotori.kataweb.it
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