|
Alfa
6 - L' Alfona
degli Anni 80 |
""L'
Anti BMW, la risposta italiana alle 6 cilindri tedesche , un ritorno
alla tradizione Alfa Romeo, l' unica berlina di prestigio italiana attualmente
in produzione , l' alternativa italiana . La più potente quattro
porte della sua cilindrata"" Berlina dalle generose dimensioni , suscita inizialmente un buon interesse pur nascendo in un periodo poco favorevole alle automobili del suo tipo : i problemi posti dalla penuria di petrolio attenuano l' entusiasmo verso le vetture di cilindrata e classe elevata. E proprio la crisi energetica sembra avere un conto aperto con l' Alfa 6. Nata come progetto 119 avrebbe dovuto esordire già nel 1973, ma in piena Guerra del Kippur ai dirigenti dell' Alfa era sembrato esagerato proporre una vettura che percorresse 7 km con un litro di PREZIOSA benzina. I probabili acquirenti perciò sarebbero stati pochi a la produzione della 6 venne rinviata di oltre 6 anni. E la carrozzeria è forse la componente della vettura che risente decisamente della data effettiva di nascita , la linea molto tradizionale è un pò obsoleta e riscuote pochi consensi : a tutti gli effetti la 6 sembra la sorella maggiore dell' alfetta , perciò viene subito chiamata col soprannome di ALFONA. Il frontale piuttosto pesante, con il tipico scudetto centrale , quattro proiettori e grossi lampeggiatori laterali. Nella vista laterale la parentela è ancora più evidente , mentre la coda massiccia e con grandi gruppi ottici, ha uno sbalzo notevole.
Tuttavia ricorda Quattroruote nella prova del 1979 - La carrozzeria dell' Alfona ha pure qualche vantaggio : è un' automobile poco vistosa , quasi anonima , che si mimetizza facilmente tra le altre Alfa. Di questi tempi , quando i possessori di macchine di lusso troppo vistose hanno vita difficile ciò può costituireun vantaggio non trascurabile. L' impostazione classica prosegue nell' abitacolo con una strumentazione completa e una buona finitura negli interni, anche se Mercedes e Bmw le bagnano sotto il naso : Il nostro buono sta per incoraggiare a seguire con maggiore attenzione questa importante componente della vettura".
A
un aspetto decisamente tradizionale corrisponde una meccanica, che seppur
datata, rimane sofisticata e particolarmente brillante come vuole la
più pura tradizione alfista. Il progetto 119 è uno degli
ultimi visti da Orazio Satta Puliga ( scomparso nel 1974) mitico ingegnere
che dal dopoguerra in poi ha firmato tutte le alfa. Un altro raffinato
tecnico Alfa, Giuseppe Busso, ricorda così quel periodo : Il propulsore che venne montato è dunque un V6 con distribuzione ad albero a camme in testa per ciascuna bancata. L' alimentazione invece è quella classica a carburatori sei monocorpo. Il cambio ZF a cinque marce viene collocato anteriormente in blocco con il motore a differenza dell' Alfetta dive è posteriore unito al differenziale. Vine montato dalla Casa anche il servosterzo per la prima volta !A richiesta è disponibile un cambio automatico a tre rapporti della ZF. I 158 cv fanno arrivare l' Alfa 6 a 195 km/h ( rilevazione Quattroruote) al verice della sua categoria. La 2.5 rimane in produzione fino al 1987 , prodotta in 6372 esemplari, 1206 dei quali con l' impianto catalizzato.
Nel luglio del 1983 l' ammiraglia è sottoposta a un leggero restyling e vengono introdotte 2 nuove motorizzazioni:
2.0
V6 con 135 cv , ma questo motore non è in grado di trasscinare
con sufficienza 1600 Kg di carrozzeria !Le prestazioni , soprattutto
i valori dell' accelerazione , lasciano a desiderare mentre i consumi
sono al top da transatlantico. l' allestimento al top, la Quadrifoglio
ORO mantine il 2.5 ma adotta l' iniezione elettronica. Ottime le finiture,
all' altezza di una vettura di classe, che comprende anche il condizionatore.
E' la mascherina ad essere cambiata, i gruppi ottici posteriori incorporati.
La produzione viene sospesa nel 1986, ecco i numeri : SEmpre nel 1983 arriva anche il diesel , sarà venduta in 2977 unità ! Il motore 2.5 è il primo 5 cilindri costruito in Italia dalla VM di Cento. 105 cv e velocità max di 171 km/h. Commenta Quattroruote dopo la prova :""Si apprezza soparattutto guidandola sportivamente , la potenza, la prontezza del motore, le ottime doti di guidabilità la rendono molto valida nei percorsi misti dove si sfrutta al massimo la meccanica . Anche tenuta di strada e manegevolezza sono ottime e il confort è accettabile . Con prestazioni elevate e dal notevole brio accontenterà sicuramente coloro che scelgono il diesel, ma vogliono una dose di sportività . Unico difetto : elevata rumorosità e carrozzeria datata."" Fonte Quattroruote L'articolo
e le immagini sono di proprietà dei rispettivi autori che ne
detengono i diritti , è utilizzato in questa pagina a scopo puramente
illustrativo e senza trarne nessun fine di lucro |
| |