| 24/1/2003
L'avvocato Giovanni Agnelli è deceduto questa mattina a 81 anni.
La notizia della morte di Gianni Agnelli è giunta quando la riunione
dell'accomandita di famiglia è comunque era in corso a Torino.
Secondo quanto si è appreso la riunione si è conclusa.
IL
COMUNICATO DELLA FAMIGLIA - «Giovanni Agnelli è
spirato nella sua casa torinese, dopo mesi di malattia». È
quanto si afferma in un comunicato della famiglia. «L'hanno assistito
- prosegue la nota - la moglie Marella e la figlia Margherita con i suoi
figli. La camera ardente sarà allestita al Lingotto ed i funerali
si svolgeranno a Villar Perosa in forma strettamente privata».
LA MALATTIA - «Sono negli Stati Uniti a fare un
ciclo di analisi e cure per un male di cui soffro da tempo - aveva detto
Agnelli ai giornalisti nel maggio del 2002 -: la prostata è uno
di quegli acciacchi che a una certa età ci si porta dietro, e va
sopportata con pazienza». Ci vorrà «qualche settimana
- aggiunse -. Ciò significherà tra laltro saltare,
per la prima volta, lassemblea degli azionisti, sono molto dispiaciuto».
Unassenza solo fisica: «Come faccio sempre quando sono allestero,
mi terrò in contatto con il management del gruppo - disse -. È
un momento delicato. Ma i nostri piani, gli accordi e le strategie sono
a posto. E i nostri uomini sanno perfettamente cosa fare». Inrealtà
la malattia che si stava curando negli Usa l'ha ucciso pochi mesi dopo.
La
vita dell' Avvocato
Nato a Torino nel 1921, si laurea in Giurisprudenza all'Università
di Torino.Durante il secondo conflitto mondiale è Ufficiale di
Cavalleria sul fronte russo con il Corpo di Spedizione Italiano; poi,
nel Raggruppamento Esplorante Corazzato "Lodi", è in
Tunisia, dove conquista la Croce di Guerra al Valor Militare. Infine milita
nella Divisione "Legnano" del Corpo Italiano di LiberazioneGià
nel 1943, a soli ventidue anni, è il vicepresidente della Fiat.
Solo venti anni dopo, nel 1963, viene nominato Amministratore Delegato.
Quindi, nell'aprile 1966 è Presidente della Società: ricoprirà
la massima carica dirigenziale della più importante industria italiana
fino al Febbraio del 1996. Oggi è Presidente d'Onore dell'azienda
di famiglia.Giovanni Agnelli è stato anche presidente dell'IFI
- Istituto Finanziario Industriale S.p.A.- e di Exor Group S.A., della
Fondazione Giovanni Agnelli e della Società Editrice "La Stampa".Nel
suo 'palmares' figurano altre importanti cariche: membro del Consiglio
di Amministrazione dell'Eurofrance, dell'International Advisory Council
della Chase Manhattan Corporation, del Board of Trustees della Salomon
R. Guggenheim Foundation.Attivamente impegnato in organismi multinazionali
tendenti a favorire le relazioni internazionali, è stato membro
dell'Advisory Board dei Bilderberg Meetings, dell'International Advisory
Board del Council on Foreign Relations, e Presidente Onorario del Consiglio
per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti. È stato anche vice presidente
dell'Associazione per l'Unione Monetaria Europea.Membro corrispondente
dell'Accademia delle Scienze Morali e Politiche dell'Institut de France,
ha ricoperto la carica di Consigliere del Chairman's Council del Museum
of Modern Art di New York.Presidente della Confindustria dal 1974 al 1976,
fu nominato senatore a vita nel giugno 1991 dal Presidente della Repubblica,
Francesco Cossiga. Tra le tante cariche ricoperte, c'è anche quella
di Sindaco di Villar Perosa, residenza storica della famiglia Agnelli,
dal 1945 al 1980. È Presidente d'onore della Fiat S.p.A.
GIANNI AGNELLI E LA JUVENTUS
Avere la fortuna di guidare una fortuna. Sembra facile. E invece le radici
devono essere profonde, solide.La Juventus, per Giovanni Agnelli, non è mai stata, e mai sarà, un passatempo. Al contrario, lo
ha aiutato a scandire il tempo che passa, aggiungendogli vita agli anni,
e non anni alla vita.La scintilla risale al settembre del 1925, quando
il padre, Edoardo, lo accompagnò al campo di corso Marsiglia. «C'era
Hirzer, un asso ungherese acquistato da poco. Era velocissimo».L'Avvocato
non aveva ancora 5 anni. Fu subito amore. Presidente effettivo dal 22
luglio 1947 al 18 settembre 1954, presidente onorario e, adesso che la
conduzione della società è passata al fratello Umberto,
semplice tifoso: semplice, come lo può essere un Agnelli, nella
buona e nella cattiva sorte. Un giorno, un cronista gli chiese: Avvocato,
vinca la Juve o vinca il migliore? Rispose, orgoglioso: Sono fortunato,
spesso le due cose coincidono. Con lui la Juventus ritorna a trionfare
in Italia vincendo due scudetti nel 1950 - 1952.
Le
FIAT sotto la presidenza di Gianni Agnelli
  
  
  
  
  
  
  
  
L' Avvocato e la passione Ferrari
Anche
in casa Ferrari regna lo sgomento per la scomparsa dell'Avvocato Agnelli.
Dopo le dichiarazioni del presidente Luca Cordero di Montezemolo, arriva
la reazione del pluricampione del mondo Michael Schumacher."Sono
stato fortunato a conoscerlo - ha detto il ferrarista - e ho sempre avuto
un profondo rispetto per lui, e per me incontrarlo è stato sempre
motivo di grande orgoglio. Ogni volta mi colpivano la competenza e la
curiosità che aveva per la Ferrari, per la Formula 1 e per il calcio,
e la sua sensibilità per i problemi del mondo".

Per
Jean Todt, direttore generale della scuderia di Maranello, la morte di
Gianni Agnelli rappresenta senz'altro "la fine di un ciclo irripetibile".
L'Avvocato era "un personaggio leggendario e dallo stile inimitabile.
Ha sempre considerato la Ferrari un'azienda speciale e i risultati che
essa conseguiva avevano per lui un significato particolare. Era sempre
molto curioso di quello che succedeva a Maranello e ci ha sempre sostenuto
in tanti anni di sforzi per ritornare al successo, condividendo con noi
tutte le scelte".

E
quando finalmente - conclude Todt ripercorrendo gli ultimi tempi - siamo
riusciti a vincere "è stato un momento di sollievo e di gioia
anche per lui. Sapevamo che potevamo sempre contare sulla sua presenza
e sul suo sostegno".
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