Il
Gruppo FIAT il 13 marzo del 2000 ha firmato un accordo
con la GM che consiste nella cessione del 20
per cento del settore auto da parte di Fiat in cambio del
5,1 per cento di General Motors. La Fiat potrà inoltre vendere
il rimanente 80 per cento di azioni Fiat Auto alla Gm che detiene
il diritto di prelazione se la società torinese deciderà
di cedere la sua quota.Con l'accordo la società torinese diventa
il primo gruppo industriale nell'azionariato della General Motors.
Sul mercato mondiale dell'auto le due società si presentano
con una produzione complessiva che sfiora gli otto milioni di esemplari,
nettamente davanti a case come Ford, Volkswagen, Toyota, DaimlerChrysler
e Psa ( Peugeot e citroen ). Nel quadro dell'intesa - che ha richiesto
diversi giorni di lavoro da parte dei legali delle due società
per stendere un testo che ottemperasse alle norme giuridiche dei diversi
paesi coinvolti - Fiat e Gm hanno concluso un acquisto incrociato
di azioni. Gm, in particolare ha sottoscritto un aumento di capitale
pari a una quota di circa il 20 per cento nella Fiat auto holdings,
la nuova società che controlla il settore automobili e veicoli
commerciali leggeri del gruppo Fiat, con eccezione di Ferrari
e Maserati , che dunque rimangono italiani
al 100 %. Fiat, dal canto suo, ha acquisito 32 milioni
di azioni ordinarie della Gm, pari al 5,6 per cento del capitale ordinario
del colosso americano.L'accordo pone i presupposti legali per la nuova
organizzazione di queste attività (motori e cambi e acquisti)
dei due partner in Europa e in America Latina.Le due joint venture
diventeranno completamente operative - con il conferimento di risorse,
dipendenti e attività - entro l'anno e, precisano le aziende
in un comunicato, non si prevedono per i dipendenti Fiat "significativi
cambiamenti di sede di lavoro".
L'annuncio è avvenuto al termine di un consiglio d'amministrazione
straordinario convocato a Torino. Per il presidente della Fiat Paolo
Fresco e il presidente onorario dell'azienda Giovanni Agnelli questo
è un "accordo storico" che consente alla Fiat di
restare autonoma, ma anche di allearsi a un partner molto forte. "Torino
rimane la capitale di questo gruppo Fiat Auto che è collegato
con la General Motors ed ha tutto da guadagnare", ha spiegato
Agnelli.Il
5,1 per cento delle azioni General Motors, che
secondo l'accordo andrà alla Fiat, ha il valore di 2,522 miliardi
di dollari, l'equivalente di 5.039 miliardi di lire. La capitalizzazione
di mercato General Motors è di 49,45 miliardi di dollari, l'equivalente
di quasi 100.000 miliardi di lire.L'accordo fra l'azienda torinese
e l'azienda di Detroit, principale produttore mondiale di auto, stabilisce
anche la possibità da parte della Fiat di trasferire il controllo
di Fiat auto alla General Motors entro cinque anni. Fresco ha tuttavia
definito quest'eventualità una "garanzia teorica":
"Non abbiamo nessuna intenzione di esercitarla - ha spiegato
- perchè se avessimo voluto vendere avremo potuto farlo direttamente".L'alleanza
diventerà operativa con la creazione di joint ventures la cui
struttura sarà pronta nel giro di tre mesi, ha precisato ancora
Fresco. In una delle joint venture paritetiche confluiranno tutte
le attività di progettazione e produzione dei motori e dei
cambi.
Tutte
le cifre della Fiat Auto al 13 marzo 2000
Le operazioni automobilistiche del Gruppo Fiat sono condotte attraverso
Fiat Auto Spa (100 per cento Fiat), scorporata nel 1978, e le sue
controllate. In particolare, il settore automobili opera con i marchi
Fiat, Lancia e Alfa Romeo per le autovetture e con il marchio Fiat
per i veicoli commerciali. La Ferrari, che controlla la Maserati,
fa capo a Fiat Spa e non alla Fiat Auto.Nel 1999 la Fiat Auto ha venduto
complessivamente 2.328.000 veicoli rispetto ai 2.397.000 del '98,
con una flessione del 2,9 per cento che la società torinese
ha attribuito principalmente al calo delle vendite in Sudamerica.
I ricavi netti sono diminuiti da 24.859 del '98 a 24.101 milioni di
euro e i dipendenti sono calati da 93.514 a 82.450 unità.Sono
invece aumentati gli investimenti, dai 1.373 milioni di euro del '98
ai 1.464 milioni di euro dello scorso anno. Il risultato operativo
e' stato negativo per 121 milioni di euro (108 nel '98).La globalizzazione
e i servizi per i clienti sono tra le principali strategie di Fiat
Auto nel settore automobilistico.Dalla metà del 1996 all'inizio
del 2000 la società torinese ha venduto ad esempio un milione
e 300 mila veicoli della famiglia 'world car' (due volumi, tre volumi,
station wagon e pick up), che, costruita in sette fabbriche, è
commercializzata in 36 Paesi ed ha uguali standard di qualità
in quattro continenti.Fiat Auto è impegnata in tutto il mondo,
Stati Uniti a parte, a vendere anche alcune vetture delle gamme Alfa
Romeo, Fiat e Lancia. Nel settore dei servizi Fiat Auto ha istituito
'Targa Services', che, nella sola Europa, ha un giro d'affari che
ammonta a oltre 1000 miliardi di lire. Complessivamente i servizi
a disposizione sono 14.A livello automobilistico, in Europa la Fiat
ha 18 stabilimenti in Italia e tre in Polonia. Altri insediamenti
produttivi sono uno a Betim, in Brasile, due a Cordoba, in Argentina,
e uno a La Victoria, in Venezuela. I centri di ricerca sono 12 in
Italia e uno in Brasile.
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Alfa
Romeo - Negli USA al momento giusto (02/12/2003) |
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In
un'intervista concessa al settimanale americano "Automotive News",
l'amministratore delegato del gruppo Fiat, Giuseppe Morchio, ha fatto
chiarezza anche sulle continue voci che ipotizzano il ritorno di Alfa
Romeo negli Stati Uniti entro il 2007.
"Il
rientro in America del marchio del Biscione - ha spiegato Morchio
- è parte della nostra visione strategica, ma non abbiamo ancora
fissato una data. Vogliamo tornare negli States con una presenza solida
in aggiunta a un sistema di vendite e servizi adeguato"."L'obiettivo
- ha proseguito - è generare utili, non mettere un'altra bandierina
sulla nostra mappa. Le priorità Alfa di oggi sono altre, in
particolare sistemare le operazioni in Europa". L' Alfa negli
USA tornerà con un SUV ( tipo Kamal)
, la sostituta della 156 che vedremo nel 2005,
un' ammiraglia (la 166 o la sua sostituta) una coupè ed una
spider.



GM
abbassa la quota di partecipazione su FIAT...(07/05/2004)
General
Motors, al momento, non prevede di partecipare alla ricapitalizzazione
prevista da Fiat Auto Holding. Lo afferma la casa americana nel rapporto
sui conti del primo trimestre inviato alle autorità della Borsa
americana. L’alleato americano del Lingotto ribadisce che la
quota nella controllata Fiat dell’auto si è diluita dal
20% al 10%.
Gm azzera la partecipazione in Fiat Auto (13/1/2005)
Gm ha azzerato il valore dell' investimento in Fiat Auto Holding B.V.
che, nell' ottobre del 2002, era già stato ridotto da 2,4 miliardi
di dollari a 220 milioni di dollari. Lo ha reso noto la Casa americana
in un comunicato diffuso giovedì in occasione di un incontro
con la comunità finanziaria a Dearborn, nei pressi di Detroit.
Erano presenti alla conferenza il numero uno Richard Wagoner e il
direttore finanziario Johen Devine. La svalutazione di 220 milioni
di dollari sarà inserita nei risultati del quarto trimestre
del 2004 che saranno resi noti il prossimo 19 gennaio.
LA
SITUAZIONE - Le voci sulla vicenda Gm-Fiat per l' opzione
put si susseguono, ma, alla vigilia di quella che era stata indicata
da molti come una delle date più probabili per l' atteso faccia
a faccia tra Rick Wagoner, numero uno della Casa di Detroit, e Sergio
Marchionne, ad del Gruppo del Lingotto, l' unico novità certa
è che Gm ha azzerato il valore dell' investimento in Fiat Auto
Holding B.V. La novità rimbalzata nella serata di giovedì
dagli Stati Uniti sarà esaminata venerdì a Torino in
un incontro tra il manager italo-canadese e il presidente Luca Cordero
di Montezemolo. Marchionne è rientrato a Torino nella serata
di giovedì dal lungo giro americano, iniziato lunedì
a Chicago, dove ha incontrato l' ad di Cnh Paolo Monferino, proseguito
a Detroit, dove ha visto il rivale Wagoner nell' ambito di una riunione
tra i costruttori automobilistici europei, giapponesi e americani
e finito mercoledì a New York con colloqui con i legali della
Fiat. È inevitabile pensare che l' amministratore delegato
aggiornera Montezemolo sullo stato attuale della diatriba con Gm.
La situazione fino alla mossa di Gm sembrava in stallo, ma certamente
questa novita potrebbe dare un taglio diverso alla soluzione. Per
evitare di utilizzare l' opzione che gli permette di vendere l' intero
settore auto a Detroit, la Fiat ha avanzato precise richiese economiche,
che ammonterebbero ad oltre tre miliardi di dollari, ma sul fronte
americano si è risposto picche, ipotizzando una cifra non superiore
ai 500 milioni di dollari.