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Tutto sull' Accordo Fiat- General Motors dal 13/3/2000 al 13/2/2005



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FIAT-GM : Torino approva accordo da 1,55 miliardi ...
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Fiat cercherà nuovi partner..E' una strada necessaria...
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Torino e Detroit:Chi vince e chi perde...
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Fiat-GM: ci si vede in tribunale...1/2/2005
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Fiat-GM nulla di fatto. Nessun accordo sul put...1/2/2005
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Marchionne: «Il gruppo Fiat resta italiano»...
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Fiat Gm mediation spostata a inizio febbraio...24/1/2205
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Fiat, prossima settimana faccia a faccia con Gm..17/1/2005

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GM non vuol pagare il put Montezemolo convoca vertice...15/1/2005
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Gm azzera la partecipazione in Fiat Auto...13/1/2005
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GM sta per vendere Saab...13/1/2005
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Marchionne avverte Gm «Sul put Fiat va avanti»... 12/1/2005
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Fiat-Gm, Marchionne vola negli Usa... 11/1/2005
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GM male in Europa nel 2004, negativi pure negli USA... 10/1/2005
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Wagoner le mie dimissioni ?? Solo voci... 10/1/2005
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Intervento pubblico in Fiat? «Ipotesi inesistente»...9/1/2005
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Divorzio Fiat-Gm forse il 14 in Canada l'incontro...8/1/2005
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FIAT: PRIVE FONDAMENTO ANTICIPAZIONI ECONOMY... 7/1/2005
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FIAT-GM:Tutto rinviato incontro al 24 gennaio... 7/1/2005
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FIAT: PRIVE FONDAMENTO ANTICIPAZIONI ECONOMY...7/1/2005
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Detroit si prepara a scoprire le carte... 6/1/2005

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FIAT-GM
LE TAPPE DELL'ALLEANZA, DA ACCORDO A ROTTURA 2000-2005

13 marzo 2000. Salutato dalla stampa internazionale come ''una svolta per l'Auto europea'' e una ''mega-alleanza'', l'accordo viene firmato a Milano. Detroit acquista il 20% di Fiat Auto e, in cambio, Fiat spa entra con il 5,15% nel capitale di Gm, diventando il primo azionista privato della casa americana. Al Lingotto viene riconosciuto un diritto di opzione per cedere il restante 80% a General Motors, nel periodo tra il 24 gennaio 2004 (spostata poi al 2 febbraio 2005) e il 23 luglio 2009 (24 luglio 2010).
- luglio 2000. L'accordo diventa operativo con la nascita delle due joint venture paritetiche: quella per i motori e i cambi, con quartiere operativo a Torino, e quella acquisti con sede in Germania.
- 16 luglio 2002. Gm svaluta la quota di partecipazione in Fiat Auto da 2,4 miliardi a 200 milioni di dollari.
- 21 dicembre 2002. La banca d'affari Usa Merrill Lynch rileva l'intera partecipazione della Fiat in Gm per 1,16 miliardi di dollari.
- 28 febbraio 2003. Primo momento di rottura e' l'aumento capitale di Fiat Auto da 5 miliardi di euro. Gm ha diciotto mesi per sottoscrivere il suo 20%, cioe' un miliardo di euro, ma da subito la societa' americana appare fredda.
- marzo 2003. Standard e Poor's declassa il rating della Fiat. La societa' torinese cede il 51% di Fidis retail alle quattro maggiori banche creditrici (Sanpaolo Imi, Unicredit, Intesa e Capitalia), mossa quest'ultima che verra' contestata da Gm per avere mutato le condizioni iniziali dell'accordo.
- aprile/maggio 2003. Gm esprime dubbi sul possibile esercizio del put sottolineando che su quel contratto ''potrebbero incidere accordi successivi'' tra le societa' e, a maggio, Agnelli e Morchio volano in America per cercare di convincerlo.
- 26 ottobre 2003. Fiat e Gm rinviano di 12 mesi l'esercizio della clausola contenuta nell'accordo del 2000. Intanto,
rimangono le collaborazioni industriali.
- 12 gennaio 2004. Umberto Agnelli dichiara, per la prima volta esplicitamente, che ''per la Fiat il put ha un valore''. - 21 settembre 2004. Il 21 settembre l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne annuncia al salone di Parigi che non ci sara' alcun ulteriore rinvio sull'esercizio del put.
- 14 dicembre 2004. Si arriva all'appuntamento trimestrale dello steering committe sul lago di Costanza, ma nessun accordo viene raggiunto.
- 15 dicembre. Fiat e Gm annunciano che non e' stato raggiunto alcun accordo e che gli americani notificheranno formalmente l'avvio della mediation.
- 16 dicembre 2004. Gli americani sferrano il primo attacco e aprono la mediation, primo passo previsto dal master agreement, siglato dal Lingotto e da Detroit nel marzo del 2000, in caso di controversie sui temi dell' accordo.
- 13 gennaio 2005. Gm azzera il valore in bilancio della partecipazione in Fiat Auto Holding - 24 gennaio 2005. Termina la mediazione, ma Fiat e Gm decidono lo slittamento di un'altra settimana. Per qualcuno e' il segnale di un avvicinamento.
- 1 febbraio 2005. Termina la proroga della mediazione.
- 2 febbraio 2005. Termina il processo di mediation, ma l'accordo non si trova. Per la Fiat la put option e' valida ed
esercitabile.

 

Il Gruppo FIAT il 13 marzo del 2000 ha firmato un accordo con la GM che consiste nella cessione del 20 per cento del settore auto da parte di Fiat in cambio del 5,1 per cento di General Motors. La Fiat potrà inoltre vendere il rimanente 80 per cento di azioni Fiat Auto alla Gm che detiene il diritto di prelazione se la società torinese deciderà di cedere la sua quota.Con l'accordo la società torinese diventa il primo gruppo industriale nell'azionariato della General Motors. Sul mercato mondiale dell'auto le due società si presentano con una produzione complessiva che sfiora gli otto milioni di esemplari, nettamente davanti a case come Ford, Volkswagen, Toyota, DaimlerChrysler e Psa ( Peugeot e citroen ). Nel quadro dell'intesa - che ha richiesto diversi giorni di lavoro da parte dei legali delle due società per stendere un testo che ottemperasse alle norme giuridiche dei diversi paesi coinvolti - Fiat e Gm hanno concluso un acquisto incrociato di azioni. Gm, in particolare ha sottoscritto un aumento di capitale pari a una quota di circa il 20 per cento nella Fiat auto holdings, la nuova società che controlla il settore automobili e veicoli commerciali leggeri del gruppo Fiat, con eccezione di Ferrari e Maserati , che dunque rimangono italiani al 100 %. Fiat, dal canto suo, ha acquisito 32 milioni di azioni ordinarie della Gm, pari al 5,6 per cento del capitale ordinario del colosso americano.L'accordo pone i presupposti legali per la nuova organizzazione di queste attività (motori e cambi e acquisti) dei due partner in Europa e in America Latina.Le due joint venture diventeranno completamente operative - con il conferimento di risorse, dipendenti e attività - entro l'anno e, precisano le aziende in un comunicato, non si prevedono per i dipendenti Fiat "significativi cambiamenti di sede di lavoro".


L'annuncio è avvenuto al termine di un consiglio d'amministrazione straordinario convocato a Torino. Per il presidente della Fiat Paolo Fresco e il presidente onorario dell'azienda Giovanni Agnelli questo è un "accordo storico" che consente alla Fiat di restare autonoma, ma anche di allearsi a un partner molto forte. "Torino rimane la capitale di questo gruppo Fiat Auto che è collegato con la General Motors ed ha tutto da guadagnare", ha spiegato Agnelli.
Il 5,1 per cento delle azioni General Motors, che secondo l'accordo andrà alla Fiat, ha il valore di 2,522 miliardi di dollari, l'equivalente di 5.039 miliardi di lire. La capitalizzazione di mercato General Motors è di 49,45 miliardi di dollari, l'equivalente di quasi 100.000 miliardi di lire.L'accordo fra l'azienda torinese e l'azienda di Detroit, principale produttore mondiale di auto, stabilisce anche la possibità da parte della Fiat di trasferire il controllo di Fiat auto alla General Motors entro cinque anni. Fresco ha tuttavia definito quest'eventualità una "garanzia teorica": "Non abbiamo nessuna intenzione di esercitarla - ha spiegato - perchè se avessimo voluto vendere avremo potuto farlo direttamente".L'alleanza diventerà operativa con la creazione di joint ventures la cui struttura sarà pronta nel giro di tre mesi, ha precisato ancora Fresco. In una delle joint venture paritetiche confluiranno tutte le attività di progettazione e produzione dei motori e dei cambi.

Tutte le cifre della Fiat Auto al 13 marzo 2000


Le operazioni automobilistiche del Gruppo Fiat sono condotte attraverso Fiat Auto Spa (100 per cento Fiat), scorporata nel 1978, e le sue controllate. In particolare, il settore automobili opera con i marchi Fiat, Lancia e Alfa Romeo per le autovetture e con il marchio Fiat per i veicoli commerciali. La Ferrari, che controlla la Maserati, fa capo a Fiat Spa e non alla Fiat Auto.Nel 1999 la Fiat Auto ha venduto complessivamente 2.328.000 veicoli rispetto ai 2.397.000 del '98, con una flessione del 2,9 per cento che la società torinese ha attribuito principalmente al calo delle vendite in Sudamerica. I ricavi netti sono diminuiti da 24.859 del '98 a 24.101 milioni di euro e i dipendenti sono calati da 93.514 a 82.450 unità.Sono invece aumentati gli investimenti, dai 1.373 milioni di euro del '98 ai 1.464 milioni di euro dello scorso anno. Il risultato operativo e' stato negativo per 121 milioni di euro (108 nel '98).La globalizzazione e i servizi per i clienti sono tra le principali strategie di Fiat Auto nel settore automobilistico.Dalla metà del 1996 all'inizio del 2000 la società torinese ha venduto ad esempio un milione e 300 mila veicoli della famiglia 'world car' (due volumi, tre volumi, station wagon e pick up), che, costruita in sette fabbriche, è commercializzata in 36 Paesi ed ha uguali standard di qualità in quattro continenti.Fiat Auto è impegnata in tutto il mondo, Stati Uniti a parte, a vendere anche alcune vetture delle gamme Alfa Romeo, Fiat e Lancia. Nel settore dei servizi Fiat Auto ha istituito 'Targa Services', che, nella sola Europa, ha un giro d'affari che ammonta a oltre 1000 miliardi di lire. Complessivamente i servizi a disposizione sono 14.A livello automobilistico, in Europa la Fiat ha 18 stabilimenti in Italia e tre in Polonia. Altri insediamenti produttivi sono uno a Betim, in Brasile, due a Cordoba, in Argentina, e uno a La Victoria, in Venezuela. I centri di ricerca sono 12 in Italia e uno in Brasile.

Alfa Romeo - Negli USA al momento giusto (02/12/2003)

In un'intervista concessa al settimanale americano "Automotive News", l'amministratore delegato del gruppo Fiat, Giuseppe Morchio, ha fatto chiarezza anche sulle continue voci che ipotizzano il ritorno di Alfa Romeo negli Stati Uniti entro il 2007.
"Il rientro in America del marchio del Biscione - ha spiegato Morchio - è parte della nostra visione strategica, ma non abbiamo ancora fissato una data. Vogliamo tornare negli States con una presenza solida in aggiunta a un sistema di vendite e servizi adeguato"."L'obiettivo - ha proseguito - è generare utili, non mettere un'altra bandierina sulla nostra mappa. Le priorità Alfa di oggi sono altre, in particolare sistemare le operazioni in Europa". L' Alfa negli USA tornerà con un SUV ( tipo Kamal) , la sostituta della 156 che vedremo nel 2005, un' ammiraglia (la 166 o la sua sostituta) una coupè ed una spider.

GM abbassa la quota di partecipazione su FIAT...(07/05/2004)
General Motors, al momento, non prevede di partecipare alla ricapitalizzazione prevista da Fiat Auto Holding. Lo afferma la casa americana nel rapporto sui conti del primo trimestre inviato alle autorità della Borsa americana. L’alleato americano del Lingotto ribadisce che la quota nella controllata Fiat dell’auto si è diluita dal 20% al 10%.

Gm azzera la partecipazione in Fiat Auto (13/1/2005)

Gm ha azzerato il valore dell' investimento in Fiat Auto Holding B.V. che, nell' ottobre del 2002, era già stato ridotto da 2,4 miliardi di dollari a 220 milioni di dollari. Lo ha reso noto la Casa americana in un comunicato diffuso giovedì in occasione di un incontro con la comunità finanziaria a Dearborn, nei pressi di Detroit. Erano presenti alla conferenza il numero uno Richard Wagoner e il direttore finanziario Johen Devine. La svalutazione di 220 milioni di dollari sarà inserita nei risultati del quarto trimestre del 2004 che saranno resi noti il prossimo 19 gennaio.
LA SITUAZIONE - Le voci sulla vicenda Gm-Fiat per l' opzione put si susseguono, ma, alla vigilia di quella che era stata indicata da molti come una delle date più probabili per l' atteso faccia a faccia tra Rick Wagoner, numero uno della Casa di Detroit, e Sergio Marchionne, ad del Gruppo del Lingotto, l' unico novità certa è che Gm ha azzerato il valore dell' investimento in Fiat Auto Holding B.V. La novità rimbalzata nella serata di giovedì dagli Stati Uniti sarà esaminata venerdì a Torino in un incontro tra il manager italo-canadese e il presidente Luca Cordero di Montezemolo. Marchionne è rientrato a Torino nella serata di giovedì dal lungo giro americano, iniziato lunedì a Chicago, dove ha incontrato l' ad di Cnh Paolo Monferino, proseguito a Detroit, dove ha visto il rivale Wagoner nell' ambito di una riunione tra i costruttori automobilistici europei, giapponesi e americani e finito mercoledì a New York con colloqui con i legali della Fiat. È inevitabile pensare che l' amministratore delegato aggiornera Montezemolo sullo stato attuale della diatriba con Gm. La situazione fino alla mossa di Gm sembrava in stallo, ma certamente questa novita potrebbe dare un taglio diverso alla soluzione. Per evitare di utilizzare l' opzione che gli permette di vendere l' intero settore auto a Detroit, la Fiat ha avanzato precise richiese economiche, che ammonterebbero ad oltre tre miliardi di dollari, ma sul fronte americano si è risposto picche, ipotizzando una cifra non superiore ai 500 milioni di dollari.

 




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