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Alfa Romeo
156 1.9 JTD 16V



Bmw 320d

 

 

Con potenza e coppia incrementate dalle 16V e dall' iniezione Multijet, il JTD rivitalizza la berlina di Arese: l'abbiamo quindi sottoposta all'esame-verità, sul piano della guida e delle prestazioni, contro la più potente e costosa quattro porte bavarese. Che resta un riferimento per qualità dinamiche e contenuti, anche se il suo margine viene assottigliato dal mordente di scuola italiana.

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Corri, Biscione. Tra i marchi del Gruppo, in questo periodo di "mare grosso", sei il più autorevole per far valere ragioni che vanno oltre il semplice computo prezzo/contenuti. Incarni con efficacia, anche tecnica, l' essenza dell'auto sportiva all'italiana, e apri le porte al sogno e alla voglia di passione attraverso un design che fa ancora piacevolmente voltare la testa.

Non sono valori di poco conto e meriterebbero tante più attenzioni e magari un palcoscenico a stelle e strisce, dove è rimasto ben più d'un ammiratore. Ma anche entro i rassicuranti confini del nostro Stivale, al di là del clamore per la rombante 147 GTA, basta il "semplice" arrivo del nuovo 1.9 JTD 16V da 140 cv sotto il cofano della 156 per riscoprire un'auto sì conosciuta, ma sempre ricca di fascino.

Anche se l'ottica da cui la si osserva è una Bmw 320d, equipaggiata di tutto punto per esaltare la guida. Ma gli esami non finiscono mai, e per la 156 1.9 JTD 16V è giusto trovarsi faccia a faccia con la rivale più temuta. La bavarese osserva dall'alto, restando un punto di riferimento indiscutibile per le berline della sua categoria. Sotto ogni aspetto, compreso quello del prezzo, solo apparentemente vicino a quello dell'italiana (30.550 euro per la Bmw 320d contro i 28.556 Euro richiesti per l' Alfa Romeo 156 1.9 JTD).

LA LINEA

Con il suo scudetto annegato nel paraurti, le forme arrotondate di antica memoria e le superfici levigate, la 156 rappresenta una svolta stilistica importante per la Casa di Arese, riuscendo a coniugare con rara efficacia il recupero della tradizione stilistica con l'esigenza di modernità.

Si tratta di una "instant classic", che si lascia ammirare anche a distanza di qualche anno dal lancio ed i leggeri ritocchi introdotti all'inizio di stagione non hanno alterato la linea. Di serie, la 1.9 JTD 16V Distinctive oggetto della prova viene consegnata in una livrea piuttosto sobria, piacevole nel lasciare il design proporzionato ed elegante; a richiesta, ci sono il Pack Sport con minigonne laterali e assetto ribassato e i cerchi in lega da 17", per conferirle una veste più dinamica.

Anche la Bmw Serie 3, di serie, appare sobria, ma la 320d oggetto del confronto raccoglie al contrario una larga sezione della lunga lista di optional per apparire quanto più sportiva: compaiono cerchi da 17" con gommatura differenziata (225 davanti, 245 dietro), kit estetico di carrozzeria e assetto ribassato, che insieme alle ulteriori personalizzazioni (estese anche agli interni) portano il suo prezzo oltre 35 mila euro.

GLI INTERNI

Le forme arrotondate della carrozzeria fanno dell'Alfa la più compatta internamente, con una libertà di movimento nel complesso meno "ariosa" rispetto a quanto offerto sull'avversaria. Anche nella posizione di guida, che prevede un'impostazione leggermente più rialzata con gambe meno distese: se ne avvantaggia la visibilità, ma il "contatto" uomo-macchina è meno avvertibile. La zona della pedaliera, inoltre, è meno spaziosa.

 

Sulla Bmw, si avvicina la perfezione: il piano di seduta, per cominciare, offre un'escursione verticale ragguardevole, lasciando spazio per una postura molto incassata o, al contrario, per quella sopraelevata; anche il piantone dello sterzo beneficia di registri più ampi, mentre la pedaliera è spaziosa e impreziosita dall'acceleratore incernierato a pavimento, così invitante per il punta-tacco.

 

SU STRADA

 

Su la frizione, giù il gas ed è subito lotta col cronometro per le due berline a gasolio più vicine al sentimento della guida sportiva, che passa pure per la soddisfazione di accelerare con grinta.Con 150 cavalli nel cofano e una solida trazione posteriore, la quattro porte bavarese conserva piuttosto saldamente il primato, ma rivitalizzata dai cavalli e valvole supplementari, la 156 risponde con autorità restando nella scia.

Al traguardo ideale dei 100 km/h la differenza è infatti minima ed anche sul chilometro da fermo il divario non arriva al secondo. Proprio niente male, in entrambi in casi al volante la sensazione è quella di gran rapidità di azione, con tempi in assoluto eccellenti.

 


Bastano dunque unità turbodiesel di due litri, seppur ottime, per ottenere scatto e grinta necessari ad evidenziare la qualità stradali di queste due berline, votate al piacere di guida. E' anche uno scontro tra due filosofie differenti , trazione anteriore e accellerazione da brivido per la 156 e classicamente trazione posteriore per la Serie 3: l' Alfa offre un comportamento simile alla maggior parte delle vetture sul mercato, ma con reazioni più rapide e raffinate, mentre la Bmw conserva la tendenza al sovrasterzo di potenza, imbrigliando però ogni movimento nelle rigide aspettative di stabilità oggi richieste dall'utenza.

 

 

fonte automobilismo



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