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Tazio Nuvolari (1892- 1953)

" Il mantovano volante"

 

 







Tazio Nuvolari è stato Campione del Mondo su Alfa 1750


Nuvolari e D' Annunzio

Nuvolari curava molto la propria immagine e si presentava alle corse con una particolare "divisa": pantaloni azzurri, maglia gialla con ricamato sulla destra il suo logo (una T e una N incrociati) e, appuntata al petto, una tartaruga d'oro. La tartaruga gli era stata donata nel 1932 da Gabriele D'Annunzio (con dedica: "all'uomo più veloce, l'animale più lento"). Tazio vi era molto affezionato e la considerava un portafortuna. Il poeta era amico e ammiratore del mantovano, lo aveva più volte ospitato al Vittoriale ed era stato lui stesso a coniare il celebre soprannome di "mantovano volante".




Nuvolari con l' Alfa umilia Hitler

Davanti ad un pubblico composto da circa 300.000 tifosi tedeschi, ufficiali nazisti e lo stesso Adolf Hitler, prende il via il Gran Premio di Germania del 1935. I piloti Mercedes sono Fagioli, von Brauchitsch e Caracciola mentre l’Auto Union schiera Stuck, Rosemeyer e Varzi. Tazio Nuvolari aveva cercato di guidare per l’Auto Union ma, dato che il suo posto era stato dato al suo rivale di sempre, si schiera con un’Alfa P3 modificata che soffre una differenza di 50-100 cavalli rispetto alle vetture tedesche. Al via della gara Caracciola prende subito la testa seguito da Nuvolari che brucia 4 avversari, ma Rosemeyer e Fagioli lo sorpassano quasi subito. La gara si sviluppa intorno al duello tra i due assi tedeschi Caracciola e Rosemeyer ma qualcuno si dimentica di dirlo a Nuvolari! Al 10° giro riesce a portare la sua poco potente Alfa in testa e, dopo la sosta ai box, si ritrova sesto. Guidando come un indemoniato sorpassa prima Fagioli, quindi Rosemeyer e Caracciola ed alla fine Stuck. All’inizio dell’ultimo giro il suo distacco dal leader della corsa, von Brauchitsch, e di ben 30 secondi ma anche quando tutto sembra perduto Nuvolari non smette la sua cavalcata. Von Brauchitsch, avvertito all’inizio del giro dai box che Nuvolari gli è dietro, guida al limite e distrugge letteralmente i pneumatici. A mezzo giro dalla fine Nuvolari lo sorpassa e vince la gara!
"All’inizio sulle tribune ci fu un silenzio di morte" scrive il giorno dopo il periodico MotorSport "ma l’innata sportività dei tedeschi alla fine ha trionfato sull’astio per la sconfitta. Nuvolari è stato portato in gran trionfo."
L’ammirazione per il campione non viene però condivisa dai rappresentati del Terzo Reich. Korpsführer Hühnlein strappa con rabbia il discorso che avrebbe dovuto fare mentre Nuvolari viene incoronato vincitore. Viene issata la bandiera italiana e Nuvolari canta l’inno nazionale: la stessa scena si ripeterà l’anno successivo quando Jessie Owens scriverà la sua pagina di storia.

Scrisse Indro Montanelli: "Mentre Nuvolari naufragava fra le fronde di lauro della corona, qualche migliaio di occhi azzurri fissavano sbarrati e increduli i resti del bolide rosso sui quali l'italiano aveva tagliato in testa il traguardo. Essi cercavano invano il perchè 'tecnico' di questa assurda vittoria e, non trovandolo, si sfogavano ad invocare
'der Teufel', cioè il diavolo."

 

I record mondiali con l'Alfa "bimotore"

Il 15 Giugno 1935 Tazio Nuvolari tenta di battere, sull'autostrada Firenze-Mare (nel tratto del rettilineo di 8km presso Altopascio), due primati mondiali di velocità utilizzando la "mostruosa" Alfa Romeo "bimotore", creata da Enzo Ferrari per resistere alle imbattibili Mercedes e Auto Union. La giornata scelta per il tentativo e' poco felice poichè tira un forte vento, Nuvolari pero' prova ugualmente e parte. Mentre la macchina viaggia a circa 320 chilometri orari, viene investita lateralmente da una forte raffica di vento che causa una spaventosa sbandata di oltre 200 metri. Il mantovano riesce comunque a controllare l'auto dimostrando una freddezza e un'energia fuori dal comune: l'auto pesa 1300 chili ed è molto difficile da controllare già a 150 km/h! Nonostante lo spaventoso "imprevisto" Tazio prosegue, neutralizza un'altra analoga sbandata poco dopo, e stabilisce due primati: percorre in 11'' il chilometro lanciato alla media di 321,420 km/h e in 17'' il miglio lanciato con media di 323,125 km/h (con una punta, nell'ultimo tratto percorso, di oltre 360 chilometri orari).
"Non avevo mai affrontato un pericolo così tremendo, nemmeno il giorno in cui presi fuoco a Pau" dichiarerà anni dopo ricordando l'episodio.....



Alfa Bimotore

 

Nuvolari conquista gli USA

Nel 1936 l'Alfa Romeo organizza con i suoi piloti (Nuvolari, Brivio e Farina) una "spedizione" negli Stati Uniti per partecipare alla prestigiosa Coppa Vanderbilt. La gara si svolge alle porte di New York e nelle edizioni precedenti (dal 1904) non è mai stata vinta da un Italiano. E' il "terreno di caccia" dei piloti Americani: la pista è di terra battuta e gli Statunitensi sono specialisti della guida in derapage e profondi conoscitori del tracciato. Le auto tedesche sono assenti.
All'arrivo del "Rex" in terra Americana inizia la festa: Nuvolari è accolto come un eroe e una folla enorme lo attende per vederlo, per stringergli la mano. L'arrivo della squadra Italiana conquista le prime pagine dei giornali e scatena i tifosi d'Oltreoceano.
Nuvolari riceve anche minacce da alcuni "gangster" che tentano di truccare la gara (avevano scommesso contro di lui), senza però riuscirvi.
La gara si svolge nel nuovo autodromo di Roosvelt Field, incorniciato da un pubblico vastissimo (oltre 200.000 spettatori), di cui fanno parte anche famose dive e divi del mondo dello spettacolo.
La gara è dura, molto lunga e i piloti di casa guidano derapando "alla Nuvolari". Sono altrettanto spericolati (non vogliono perdere l'occasione di battere il miglior pilota del mondo), ma Tazio ha una tecnica e una "sensibilità" irraggiungibile. Passa al comando dopo la prima curva e già al quinto giro inizia a doppiare gli avversari. L'Alfa ha un piccolo incoveniente che la fa funzionare a 11 cilindri ma "Nivola" prosegue lo stesso. Ad un tratto, data la schiacciante superiorità del mantovano, viene annunciato all'altoparlante che chi lo avesse superato per almeno un minuto avrebbe vinto un premio di mille dollari. Nuvolari si ferma ai box per fare rifornimento, senza perdere mai la prima posizione! Stravince così la gara con 12 minuti di vantaggio e dimostra ancora una volta di essere il migliore.
Dopo la gara gli Americani e sopratutto i tanti Italiani d'America lo portano in trionfo e i festeggiamenti si prolungano per settimane fino alla partenza della squadra Alfa.

 

 

Nuvolari guida con una mano sola

Durante le prove del GP di Monza del 1932 Nuvolari (Alfa Romeo P3) lotta con Fagioli (Maserati 16 cilindri). I due forzano al massimo per prevalere l'uno sull'altro. Ad un certo punto Fagioli sbanda paurosamente e Tazio, che lo segue, è costretto a dribblare l'avversario con una acrobatica manovra. L'auto sembra uscire di strada, ma il mantovano riesce a controllarla. Nella difficilissima manovra "Nivola" si distorce un polso e viene bendato con una fasciatura rigida.
Durante la gara Nuvolari è primo e resiste ai suoi inseguitori: il dolore al polso è pero' molto forte. Tazio si volta spesso indietro per paura di essere superato e nei rettilinei, ad oltre 200 km/h, toglie la mano dal volante per farla riposare e guida con una sola! Il dolore nelle curve è terribile: deve impugnare con forza il volante con entrambe le mani per controllare l'auto. Sarà purtroppo sfortunato: all'ultimo giro, con la vittoria in tasca, resta senza benzina e arriva terzo!

 

Hanno detto di lui

"Nessuno accoppiava come lui una così elevata sensibilità della macchina ad un coraggio quasi disumano"

Enzo Ferrari

 


"Era un uomo che violentava la realtà e faceva cose che alla luce del buonsenso erano assurde... Per i giovani di allora, e io ero tra questi, Nuvolari rappresentava il coraggio, un coraggio senza limiti. Fu il mito, l'irraggiungibile"

Michelangelo Antonioni

 


"Nuvolari è il più grande corridore del passato, del presente e del futuro"

Ferdinand Porsche

 


"Finché nel mondo si parlerà di sport automobilistico, si ricorderà Nuvolari"

Lord Howe


" Nuvolari, oltre ad essere sempre stato il mio maggior rivale, è stato il miglior corridore di tutti i tempi. Non può essere definito un maestro ma un artista del volante. Un maestro potrebbe insegnare. L'arte non si insegna."

Achille Varzi




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