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Gli Uomini che hanno fatto l' ALFA da Nicola Romeo ai giorni nostri
| Ing.Nicola
Romeo ![]() |
Nasce il 18 aprile 1876 a Sant'Antimo (Napoli). Si laurea in ingegneria civile ed elettrotecnica a Napoli e a Liegi,in Belgio. Collabora con aziende ferroviarie straniere e nel 1906, a Milano, fonda la "Ing. Nicola Romeo & C.", che importa dagli Stati Uniti macchinari per opere di ingegneria civile. Durante la Grande Guerra, Romeo rileva la fabbrica di automobili Alfa e la riconverte a produzione di materiale bellico. Con la pace, apre l'Azienda a nuovi capitali, ne cambia il nome in Alfa Romeo e avvia la costruzione di trattori e rotabili ferroviari. Soltanto più tardi torna alle automobili. Seguono anni di alterne fortune, tra le quali la grande soddisfazione di vincere un Campionato mondiale nel 1925. Nicola Romeo lascia l'Azienda nel 1928 e l'anno seguente il Governo italiano lo insigna del titolo onorario di Senatore del Regno. Avvia, senza fortuna, un'impresa per fabbricare motori d'aviazione e, più tardi, torna al primo amore, acquistando alcune piccole ferrovie in Meridione. Muore a 62 anni.
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| Giuseppe
Merosi, il primo progettista ![]() |
Giuseppe Merosi, piacentino, classe 1872, dopo gli studi da geometra, lavora in un'azienda di biciclette, alla Fiat e alla Bianchi di Milano. Nel 1909 entra all'Alfa (allora ancora filiale della francese Darracq) come direttore tecnico. Il suo primo motore importante è il 24 HP, un gioiello che nel 1910, modificato a 36 cavalli, salirà anche su un biplano progettato e costruito tutto in Azienda. Suo è anche uno dei primi propulsori a valvole in testa, il 40-60 HP, pioniere dei propulsori a due alberi a camme (sempre in testa) a 90°. Dopo la guerra, Merosi realizza l'RL, un innovativo motore a sei cilindri, che sarà prodotto in serie a partire dal 1923: nel primo anno di vita, la versione da turismo raggiunge vendite record con 829 esemplari, mentre quella sportiva vince la Targa Florio. La stella di Merosi, però, volge al tramonto e nel 1926 si dimette. Lavora in varie case automobilistiche e ormai settantenne, riesce a farsi riassumere all'Alfa Romeo come progettista di veicoli industriali. Muore nel 1956
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| Vittorio
Jano, colui che firmava le corse. ![]() |
Nato a Torino nel 1891, Vittorio Jano nel 1923 è già a capo di un gruppo di disegnatori alla Fiat. Nello stesso anno passa all'Alfa Romeo, dove progetta la nuova auto da competizione, la P2. Crea, così, un modello con una struttura robusta e, soprattutto, con un'innovazione radicale: l'abbassamento dell'assetto. La vettura debutta al Grand Prix di Lione nel 1924, vince e la concorrenza la imita subito. In verità, tutte le intuizioni di Jano fanno epoca: dal sei cilindri di 1500 centimetri cubi alla prima monoposto del marchio del Biscione (la P3,una delle più grandi vetture da corsa di tutti i tempi). Nel '34 esce la versione spider due posti sport-corsa della P3, la 8C 2900 A: ha un motore da 220 cavalli e alla Mille Miglia del '36 conquista i primi tre posti. L'ultima creatura, la sfortunata Gran Premio 12C del 1937, è quella che, secondo alcuni, costa a Jano le dimissioni. Ma per lui comincia una nuova avventura alla Lancia, dove va a dirigere il reparto sperimentale. Muore nel 1965.
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![]() Tazio Nuvolari (1892- 1953) |
Tra
i personaggi che hanno contribuito al successo delle Alfa su tutti i circuiti
degli anni '30 non possiamo dimenticare il ruolo importantissimo svolto
da Tazio Nuvolari.Arrivato alla Scuderia del Portello nel 1930 vince la
Mille Miglia battendo Varzi. Da allora le vittorie arrivano a grappoli
compresa quella alla 24 ore di le mans del 1933. Nel 1935 sorprende tutti
Hitler compreso al GP di Germania. |
| Orazio
Satta Puliga, il profeta della sicurezza. ![]() |
Nasce a Torino nel 1910, si laurea ingegnere meccanico e aeronautico ed entra in Alfa Romeo nel 1939. Nel '46 è direttore della progettazione e della sperimentazione, nel '51 direttore centrale e nel '69 vicedirettore generale. Il suo merito sta non soltanto nell'aver progettato vetture di successo (una per tutte,la 1900), ma anche nell'aver contribuito a riorganizzare il sistema di produzione automobilistica secondo principi innovativi per l'epoca. Sempre lui, antesignano delle politiche di marketing, sostiene che l'auto deve offrire, insieme: buone prestazioni, affidabilità e costi bassi. Quanto, poi, alla vettura della famiglia media italiana nel dopoguerra, Satta la realizza più corta e stretta del passato, dunque più maneggevole, con dimensioni esterne ridotte e capace di offrire massimo spazio interno. La vuole anche più sicura e, secondo una concezione d'avanguardia, la realizza con cellula abitativa rigida e parti anteriori e posteriori deformabili. Ad aprire il nuovo corso: la Giulia. Satta Puliga muore nel 1974.
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| Rudolf
Hruska, con lui l'Alfa va al Sud. ![]() |
Tra i personaggi che hanno contribuito all'espansione dell'Alfa Romeo c'è anche Rudolf Hruska, ingegnere meccanico nato a Vienna nel 1915. Lavora alla Magirus di Ulm, alla Porsche di Stoccarda e approda al Portello nel '51 come consulente tecnico. Il suo primo compito è ridare vigore alla produzione della 1900, ma il suo vero obiettivo è riorganizzare il lavoro in fabbrica per migliorare la produttività. Nel '52 avvia il progetto Giulietta, con l'obiettivo di produrne oltre 200 esemplari al giorno: il successo della vettura è strepitoso e vale a Hruska la nomina a direttore tecnico dell'Azienda. Nel '56 diventa vicedirettore generale dell'Alfa Romeo e resta in carica fino al '60, quando si dimette per diventare consulente tecnico della Fiat. Nel 1967 viene richiamato dall'Alfa Romeo per organizzare il nuovo stabilimento di Pomigliano d'Arco. Così, nel '72, con una industrializzazione eseguita in tempo record, nasce l'Alfasud. Nel 1980 Hruska si dimette. Muore nel 1996 e con lui si chiude il ciclo di progettisti "storici" dell'Alfa Romeo.
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![]() Nato a Torino nel 1921, si è spento il 24 gennaio 2003 dopo un anno di malattia nella sua città.Laureato in Giurisprudenza all'Università di Torino, durante il secondo conflitto mondiale è Ufficiale di Cavalleria sul fronte russo con il Corpo di Spedizione Italiano; poi, nel Raggruppamento Esplorante Corazzato "Lodi", è in Tunisia, dove conquista la Croce di Guerra al Valor Militare. Infine milita nella Divisione "Legnano" del Corpo Italiano di Liberazione.Già nel 1943, a soli ventidue anni, è il vicepresidente della Fiat. Solo venti anni dopo, nel 1963, viene nominato Amministratore Delegato. Quindi, nell'aprile 1966 è Presidente della Società: ricoprirà la massima carica dirigenziale della più importante industria italiana fino al Febbraio del 1996. Oggi è Presidente d'Onore dell'azienda di famiglia. Giovanni Agnelli è stato anche presidente dell'IFI - Istituto Finanziario Industriale S.p.A.- e di Exor Group S.A., della Fondazione Giovanni Agnelli e della Società Editrice "La Stampa".Nel suo 'palmares' figurano altre importanti cariche: membro del Consiglio di Amministrazione dell'Eurofrance, dell'International Advisory Council della Chase Manhattan Corporation, del Board of Trustees della Salomon R. Guggenheim Foundation.Attivamente impegnato in organismi multinazionali tendenti a favorire le relazioni internazionali, è stato membro dell'Advisory Board dei Bilderberg Meetings, dell'International Advisory Board del Council on Foreign Relations, e Presidente Onorario del Consiglio per le Relazioni fra Italia e Stati Uniti. È stato anche vice presidente dell'Associazione per l'Unione Monetaria Europea.Membro corrispondente dell'Accademia delle Scienze Morali e Politiche dell'Institut de France, ha ricoperto la carica di Consigliere del Chairman's Council del Museum of Modern Art di New York.Presidente della Confindustria dal 1974 al 1976, fu nominato senatore a vita nel giugno 1991 dal Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga. Tra le tante cariche ricoperte, c'è anche quella di Sindaco di Villar Perosa, residenza storica della famiglia Agnelli, dal 1945 al 1980. E' stato tra gli artefici del rilancio Alfa Romeo e della reinterpretazione della tradizione degli anni'90.In primo luogo del progetto Croma-Thema-164 .Grazie a lui l' Alfa ha imposto in Europa la sua supremazia ( grazie all'ottimo design della 156 e della 147 che è riuscito a sfondare ), dal 3% del 1996 siamo passati al 16% di presenza Alfa Romeo in Europa. Attualmente in Italia la 156 si difende nella classifica di medie di lusso.Sua l' idea delle coupè italiane di metà anni'90: la FIAT Coupè e la Fiat Barchetta, l' Alfa GTV e l' Alfa Spider. |
![]() Umberto Agnelli 1934-2004 |
Dopo la morte del fratello Gianni (24 /01/2003) è lui il presidente della FIAT e il suo team composto da Giuseppe Morchio ( Amministratore delegato) e Alessandro Barberis (Vicepresidente) inizia la sfida contro la crisi della FIAT,e sino ad ora sembra andare tutto ok, visto che i risultati del primo trimestre 2004 sono eccellenti: + 6,1 % di fatturato Ridotte della metà le perdite operative Vendite + 13 % Alfa 147 , 156 , 156 SportWagon e GT sono leader nei loro segmenti per vendite! La prematura morte di Umberto Agnelli (29/5/2004) ha comportato la designazione dei nuovi vertici della più grande azienda italiana . Luca Cordero Montezemolo è stato nominato presidente della Fiat. Vicepresidente sarà invece John Elkann. E' cominciata l' ERA MONTEZEMOLO....speriamo bene per il futuro del Gruppo FIAT.... |
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Un ruolo fondamentale e innovativo lo sto svolgendo l' AD Sergio Marchionne. Chi è Luca Cordero di Montezemolo....>>>>> SEGUI LE NOTIZIE DEL GRUPPO FIAT IN TEMPO REALE
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