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Riportiamo
una curiosa joint-venture tra Alfa e FNM che si è avuta dal 1952 al
1988
FNM 2000 Esordì nel 1961 col nome di FNM JK. Giusto per intenderci, la sigla JK erano le iniziali dellallora presidente della repubblica brasiliana, che portava il nome, per noi quasi impronunciabile, di Juscelino Kubitschek. La vettura, che era una copia perfetta della nostra Alfa 2000 berlina, era montata a Xerém con componenti provenienti direttamente dal Portello. Il propulsore era il medesimo quattro cilindri bialbero 1975 cc che già equipaggiava la berlina italiana, modificato però nel rapporto di compressione affinchè non avesse controindicazioni funzionali nellutilizzo della benzina brasiliana. La prima serie della berlina di prestigio italo- brasiliana vantava 95 cv di potenza massima e 155 km/h di velocità.
Nel
64 un golpe militare destituì il presidente Kubitschek
e con lui anche la sigla JK dal modello FNM che divenne, così,
semplicemente FNM 2000. Il 1966 è lanno della 2000 TiMB.
La sigla, sinceramente improponibile, era lacronimo di Turismo
Internazionale Modello Brasile. In questa versione il 2 litri erogava
ben 160 cv grazie ad una serie di modifiche particolari tra cui ladozione
dellalimentazione singola tramite due splendidi carburatori doppio-corpo.
Nel 1968 lAlfa acquisisce direttamente il controllo sulla FNM
e lanno dopo la 2000 uscirà di produzione sostituita dalla
2150. Della 2000 da segnalare la versione coupè denominata Onça.
FNM 2150 Nel 1969 lAlfa decise di dare una rinfrescata allestetica della 2000 TiMB e colse anche loccasione per dare al nuovo modello una meccanica ad hoc. La cilindrata del propulsore passo da 1975 a 2132 cc per erogare 125 cv e il cambio divenne a cinque rapporti (un'autentica meraviglia per gli automobilisti brasiliani abituati alle DKW a due tempi e al Maggiolino).
Le modifiche estetiche si concentravano soprattutto nel frontale dove limponente scudo della 2000 fu sostituito con una nuova calandra bassa ed allungata ed un più discreto scudetto simile a quello delle nostre Alfa 1750 berlina del 68. La 2150 restò sulla breccia per pochi anni. Nel 1974 fu sostituita da un modello totalmente nuovo, la 2300, dotata di una meccanica di ancor maggior prestigio e di una carrozzeria più moderna. FNM ALFA ROMEO 2300 La 2300 è sicuramente il più curioso dei modelli FNM Alfa Romeo. Commercializzata come Alfa Romeo, sancì la prematura scomparsa del marchio FNM. Lestetica della nuova berlina di rango brasiliana era molto simile a quella dellAlfetta. In realtà, le vetture erano profondamente diverse sul piano tecnico. Innanzitutto le dimensioni.LAlfetta vantava una lunghezza massima compresa tra 424 cm della prima versione e 450 della serie Li America, larghezza compresa tra 162 e 164 cm e passo di 251 cm.LAlfa Romeo 2300 misurava, invece, 471 cm di lunghezza, 169 di larghezza e ben 273 cm di passo!!!!!
Praticamente le dimensioni di una grossa vettura di prestigio e sicuramente più valide di quelle della sfortunata Alfa6, lAlfa di prestigio europea di fine anni '70, che a fronte di cinque centimetri in più in lunghezza aveva un passo inferiore di ben tredici centimetri rispetto a quello della 2300. Le misure della grossa Alfa brasiliana erano sicuramente valide sotto il profilo dellabitabilità interna, veramente notevole per lepoca, ma lutilizzo di uno styling ispirato a quello della media Alfetta compromise di molto il risultato estetico finale (e le immagini parlano da sole), almeno secondo i gusti noi europei. Meccanicamente, poi, nessun componente era in comune con linnovativa media di Arese. Innanzitutto, le sospensioni, anteriormente a quadrilatero deformabile ma con molla elicoidale (lAlfetta aveva le barre di torsione longitudinali) e posteriormente a ponte rigido, in luogo del famoso ponte DeDion. Il cambio, poi, era anteriore in blocco col propulsore (e non posteriore secondo lo schema transaxle dellAlfetta). Il motore, garantito per 100.000 chilometri, era lennesima variazione sulla base del vecchio 1975 cc della FNM 2000: la cilindrata fu però portata a 2310 cc, la testata era in alluminio e lalimentazione singola ottenuta tramite due doppio corpo Solex. Erogava 140 cv, capaci di spingere la vettura a 175 km/ora, portandola a 100 orari, partendo da 0 in 11 secondi e mezzo (DATI RELATIVI ALL'ALFA ROMEO 2300 DEL 1974). In pratica fu mantenuta limpostazione meccanica della FNM 2000 2150 vestendo il tutto con una carrozzeria simile a quella dellAlfetta. La plancia era simile a quella della prima Alfetta del 72 e tale rimase sino alluscita di produzione del modello, avvenuta nel 1988. Negli anni, questa grossa (e strana) berlina riuscì ad imporsi nel ristrettissimo mercato delle vetture di prestigio brasiliane dellepoca, entrando nel parco auto della classe dirigente del paese. Le versioni furono molteplici: 2300 (74 78), 2300 B ti Rio (1978 - 1980), 2300 sl ti4 (1980 1983), ti4 mod. 83, ti4 mod. 85 ed, infine, ti4 mod. 86.
Caratteristiche principali dellevoluzione dei modelli sono il costante miglioramento della dotazione di accessori (con il climatizzatore di serie a partire dal 78) ed il peggioramento altrettanto costante dellestetica della vettura originale: ogni aggiornamento abbruttiva la linea di base fino allultimo modello del 86 che, sempre secondo i nostri canoni estetici, era a dir poco discutibile
Da segnalare che, a partire dal 1978, tra gli azionisti della FNM Alfa Romeo assunse particolare rilievo la Fiat. Lultima Alfa Romeo brasiliana uscì dalle linee di montaggio nel 1988 dopo quattordici anni di produzione ed un tentativo fallito di importazione nei mercati nordeuropei: si parla di un lotto di mille Alfa Romeo 2300 Rio del 78 ordinate dallimportatore tedesco (ad insaputa dellAlfa Romeo italiana che, intanto, in preda a problemi finanziari, stava riducendo la sua influenza sulla ex filiale brasiliana).Quelle mille Alfa brasiliane pare siano state lasciate marcire per anni in un non meglio individuato scalo ferroviario.
l' ultima versione della 2300 ti 4 del 1988 ( ultima serie ) Veramente strana o no ??????
fonte Omniauto.it |
Nel frattempo, l'Azienda continua la presenza delle corse. Nel 1963 era stata costituita l'Autodelta, affidata a Carlo Chiti, per occuparsi delle principali elaborazioni sportive: delle 33 (due e tre litri) e dei motori 8 e 12 cilindri boxer tre litri.Mette a punto, inoltre, propulsori per imbarcazioni, ottenendo importanti affermazioni nei campionati mondiali di motonautica. Grazie a questo impegno, nel '67 la Giulia GTA (Gran Turismo Alleggerita) è campione d'Europa, affiancando al già grande successo commerciale di vendite un importantissimo successo sportivo.Tre anni dopo, l'Alfa collabora con la McLaren fornendo un motore 8V 3000 che sarà usato dalla squadra inglese nel mondiale di F1.L'attività dei motori aeronautici riguarda sia la revisione (nel '68, al Salone Internazionale di Le Bourget,ne espone ben 17) sia la costruzione: nel 1970 viene presentato il propulsore J 85-13 A. |
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