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Gli anni SETTANTA - L'ALFETTA SIMBOLO DI UN'EPOCA....

 

Nel giro di pochi anni, però, l'Azienda si scontra con nuovi problemi esterni. Nel nostro Paese, la crisi energetica e l'onda lunga della protesta sociale scoppiata nel '68 portano a tensioni politiche e sociali (occupazioni delle fabbriche, ferimento e uccisione di alcuni dirigenti) che culminano il 9 maggio 1978 nell'assassinio di Aldo Moro. L'inflazione è a due cifre e le vendite di auto diminuiscono. Il Gruppo Alfa Romeo -che al 31 agosto 1971 occupa oltre 32.500 persone- deve confrontarsi anche con finanziamenti insufficienti. Presenta, comunque, nuovi modelli come la berlina 2000 del 1971 (quasi identica, nello stile, alla 1750), l'Alfetta berlina del 1972 e, sempre nel '72, l'Alfasud.L'Alfasud, prima vettura del Biscione a trazione anteriore, incontra un certo successo: nel 1972 vengono prodotte in tutto 28 mila vetture; nel 1973, oltre 70 mila.Dall' Alfasud berlina deriverà poi l' Alfasud Sprint, la quale a sua volta si evolverà anni dopo nella Sprint.





L'Alfetta berlina è l'auto simbolo del decennio. Il successo di questo fortunatissimo modello, che anche nel nome vuole richiamare i successi dell' Alfetta 158 e 159 dei primi anni Cinquanta, si deve a un progetto che sposa felicemente stile accattivante e grintoso a meccanica sofisticata e motore brillante (il collaudato bialbero 1800 cc di 122 cavalli che assicura una velocità massima superiore a 180 km/h: il mensile Quattroruote rileverà 184 km/h).

Tutto sull' Alfetta 1972

La linea,poi,coniuga una forma esterna compatta a un'elevata abitabilità interna e a un bagagliaio di forma molto regolare e, per questo, sfruttabile per 510 decimetri cubi. Tra l'altro, l'Alfetta sarà commercializzata (a partire dal 1980) anche con motorizzazione turbodiesel: inizialmente, si era pensato di adottare un motore Sofim (azienda di cui l'Alfa era azionista), ma in un secondo tempo l'interesse dei progettisti si rivolse verso i prodotti di un'altra azienda (facente anch'essa parte, come l'Alfa Romeo, dell'IRI-Finmeccanica): si trattava della VM di Cento, in provincia di Ferrara. L'unità prescelta fu un 4 cilindri 1995 cc da 82 cv capace di raggiungere i 158,7 Km/h. L'Alfetta diventava così la prima vettura italiana dotata anche di motore turbodiesel.Come per l'Alfasud anche nel caso dell' Alfetta, dalla berlina deriverà poi un coupé dal carattere forte e aggressivo: sarà l'Alfetta GT del 1974, un coupé di grande successo che qualche anno dopo si evolverà ulteriormente nel coupé GTV6. Nel 1977 debutta la nuova Giulietta e di due anni più tardi (1979) è l'ammiraglia Alfa 6.

Giulietta 1977

Nelle corse il Biscione continua a vincere. Merito delle tante versioni della 33. La prima, la 33/2 Sport Prototipo, debutta nel '67: adotta un propulsore V8 di 1995 centimetri cubi che eroga 270 cavalli e consente di raggiungere i 300 l'ora. Di due anni dopo è la 33/3: 2998 centimetri cubi, 400 cavalli e 310 di velocità massima. La 33 TT 3 compie le prime prove alla Targa Florio del 1971: rivisitata nella carrozzeria, adotta il motore precedente ma con potenza di 440 cavalli. Ulteriori affinamenti tecnici e l'adozione di un inedito 12 cilindri boxer (quindi,a cilindri contrapposti) portano alla nascita della 33 TT 12: la versione del 1975 -500 cavalli a 11500 giri/min- vince sette gare su otto del Campionato mondiale Marche. L'anno successivo nasce la 33 SC 12, che adotta un motore boxer 12 cilindri di 2995 centimetri cubi da oltre 520 cavalli. Con questo modello il Biscione si aggiudica il Campionato nelle vetture Sport 1977. Nell'ultima corsa della stagione, però, corre la versione 33 SC 12 con motore turbo: il 12 cilindri boxer, nonostante la cilindrata ridotta a 2134 centimetri cubi, eroga 640 cavalli e consente alla vettura di superare i 350 chilometri orari.



33 stradale

Nel 1978, in Formula 1, assieme alla Brabham, la squadra è terza nella classifica per Marche.

Negli anni successivi, sino alla stagione 1985, l'Alfa continuerà ad impegnarsi nel campionato di Formula 1, ma la sempre più difficile situazione finanziaria dell'Azienda e la crescita esponenziale dei costi di organizzazione e gestione di una squadra di F1 non consentiranno più alla Casa di raggiungere livelli di competitività all'altezza della tradizione: nel 1985, l'Alfa uscirà definitivamente dalle competizioni di Formula 1.Sempre nel 1978, l'Alfa Romeo si accorda con la General Electric. Obiettivo: costruire insieme il propulsore aeronautico CF6-32. Nel '79 presenta il primo motore a turbina realizzato in Italia: l'AR 318 da 600 cavalli.

 

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