AlfaRomeo Giulia (1962-1977)

Alfa Romeo Giulia - www.mitoalfaromeo.it
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Un debutto pieno di punti di domanda, quello della Giulia TI , nel 1962. E di molte critiche tra cui quelle di Quattroruote : ” La linea appare piuttosto sconcertante , poco persuasiva, la coda è troppo elaborata e percorsa da vistose incassature, le finiture non sono all’ altezza della classe e del prezzo “. Nemmeno le riviste straniere le riservano molti complimenti. Mai come in questo caso , però, si tratta di giudizi affrettati, prontamente smentiti. Soprattutto quelli sulla linea, aerodinamica e frutto di numerosi studi presso la galleria del vento del Politecnico di Torino: nessuno spigolo vivo, frontale basso, fiancate piatte, con un parabrezza mai tanto inclinato in una vettura di serie. La linea di cintura tesa e sottolineata da una lunga scalanatura crea uno slancio per la coda che è tronca , così come il lunotto è quasi verticale.

Interni Alfa Romeo Giulia 1.3 Super - www.mitoalfaromeo.it
Interni Alfa Romeo Giulia 1.3 Super – www.mitoalfaromeo.it

SCHEDA TECNICA GIULIA BERLINA 1600 TI
Cilindrata: cc 1570
Potenza massima: CV 90 a 6000 giri/min;
Distribuzione: valvole a V in testa, due assi a camme in testa, con doppia catena
Freni: A pedale (impianto idraulico – anteriori e posteriori a tamburo, a mano sulle ruote posteriori) – a disco con servofreno dal 1964
Passo: 2,510 m
Peso a secco: Kg 1060 -> Peso a pieno carico = kg 1540
Velocità massima: Km/h 169 in 5^
Prezzo dell’epoca : Lire 1.622.635

Ma così vogliono le leggi dell’ aerodinamica nei primi anni ’60. La Giulia dal punto di vista della sicurezza era molto all’ avanguradia , infatti aveva la scocca a struttura differenziata , che ha il preciso scopo , in caso di incidente , di proteggere il più efficacemente possibile i passeggeri. Dunque un abitacolo particolarmente rigido, protetto da strutture più cedevoli, in grado di collassare e comprimersi a fisarmonica in un urto, in modo da assorbire l’ energia cinetica.

Interni Alfa Giulia - www.mitoalfaromeo.it
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La meccanica rimane ancora una volta , il fiore all’ occhiello: la Giulia è la più potente della sua categoria , la più veloce, la più scattante. Quattroruote la prova e rimane impressionata dalla velocità di punta: 176 km/h contro i 165 km/h dichiarati. Ma non è solo la meccanica e la sicurezza che rendono la Giulia un’ auto rivoluzionaria, infatti basta dare un’ occhiata alla qualità costruttiva: nessun’ altra berlina ha infatti le valvole di scarico al sodio, che contenuto nella cavità della valvola ne favorisce il raffreddamento e quindi la durata. E poi la distribuzione a doppio albero a camme in testa , le camere di scoppio emisferiche, il cambio a cinque marce.

Alfa Romeo Giulia - www.mitoalfaromeo.it
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I freni sono inizialmente a tanburo, ma ben presto ( dopo i primi 22mila esemplari ) l’ impianto viene rivisto con quattro dischi e relativo servofreno. La tenuta di strada è la ciliegina sulla torta: ” La Giulia si piega ma non si stacca da terra – scrive Quattroruote nella prova su strada. La Giulia segna anche il passaggio dallo storico stabilimento del Portello a quello più moderno di Arese che conta oltre due milioni e mezzo di metri quadrati di superfice. Il successo della vettura è immediato e viene contrassegnato da un’ innumerevole serie di versioni che si alternano in 15 anni di produzione , fino al 1977, per un totale di oltre un milione di esemplari. Tra queste è da ricordare la Giulia TI Super presentata a Monza nel 1963, con il compito di fornire prestazioni ancora più brillanti. La missione è compiuta : il motore della Quadrifoglio ( il suo soprannome più comune) eroga ben 112 cv a 6500 giri con due carburatori Weber. Un’ opera dia lleggerimento che interessa anche l’ allestimento interno (curato da Zagato) , adesso più spartano , porta la TI Super a pesare un quintale di meno rispetto alla sorella. Vengono prodotte 501 unità , tutte per le competizioni. Negli anni ’70 esce la versione snaturata a gasolio motorizzata da un Perkins di 1.7 litri già utilizzato sul furgone F12 : alla velocità di 133 km/h corrisponde un consumo di 8 litri per 100 KM .

ALFA ROMEO GIULIA TI

Il 27 giugno del 1962 all’Autodromo di Monza venne presentata finalmente alla stampa la tanto attesa “Giulia TI”. La nuova berlina compatta dell’Alfa Romeo, lunga 4140 mm, segnava dal punto di vista stilistico una netta rottura con il passato della Casa. Non più un cofano imponente a sottolineare la potenza del motore, ma basso, sfuggente per fendere meglio l’aria; le fiancate dritte, a sfiorare appena le ruote.

AlfaRomeo Giulia TI - www.mitoalfaromeo.it
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Ma la carica innovativa maggiore si trovava nella coda tronca. Una soluzione che sollevò non poche perplessità, ma che nei lunghi studi condotti nella galleria del vento del Politecnico di Torino aveva dimostrato la sua validità dal punto di vista aerodinamico. Il coefficiente di penetrazione della “Giulia” aveva quasi dell’incredibile, 0,34, lo stesso della Porsche “911”. In una classifica stilata dalla britannica MIRA (Motor Industry Research Association), la berlina di Casa Alfa conquistò il quinto posto tra le vetture con il CX più basso.Non meno innovativa era la meccanica. Nel motore a quattro cilindri di 1570 cm³ vennero infatti adottate valvole di scarico raffreddate al sodio. Era la prima volta che tale tecnica costruttiva, di derivazione aeronautica, veniva impiegata su un motore automobilistico di serie. I vantaggi erano indubbi e in particolare una maggior resistenza della valvola negli impieghi più gravosi e la sensibile diminuzione del rischio che il fungo rovente della valvola stessa potesse innescare nella camera di combustione la detonazione spontanea della miscela.La “Giulia” era inoltre una delle prime vetture con cambio a cinque rapporti. Il comportamento su strada della “Giulia” entusiasmò, a eccezione dei freni a tamburo, efficaci, ma un po’ al limite su una vettura capace di sfiorare i 176 km/h (la velocità massima dichiarata dalla Casa è di 165). Non a caso nel 1964 i tamburi vennero sostituiti da quattro freni a disco Dunlop. La “Giulia” con la sua la scocca a struttura differenziata si impose come una delle vetture più sicure sul mercato.Alcune critiche furono mosse al confort, non eccezionale, e alla finitura, non al livello della classe della vettura. Qualche perplessità suscitarono anche il sedile anteriore a panchetta (l’omologazione infatti era per sei persone) e la leva del cambio al volante.Nel 1962 dunque la “Giulia” apparve come un’automobile rivoluzionaria, destinata a divenire un punto di riferimento per l’industria europea.

Giulia: attività sportiva

 

Con le sue versioni sportive per oltre quindici anni la Giulia, a partire dalla berlina 1600 TI Super o Quadrifoglio, è la vettura da battere. L’ avventura agonistica ha inizio con le Tubolari di Zagato . Tra le più importanti affermazioni ricordiamo la Coppa delle Alpi ( 1964 con i piloti Rolland- Augias) la 6 ore di Melbourne (1965 Roberto Bussinello ) , il Rally dei Jolly Hotels Giro d’ Italia (1965 De Adamich – Lini ) oltre alle vittorie di classe in competizioni come la 24 ore di le mans , la targa florio, la 12 ore di Sebring , la 1000 Km del Nurburgring, la 1000 km di Monza e il tour de France.

 

giulia-france-rally

 

La giulia TI Super vince al suo esordio, nel 1964 al Rally dei Fiori con De Adamich. La berlina di Arese deve lottare nella sua categoria contro la Ford cortina Lotus. La Quadrifoglio cede il testimone alla Giulia GTA che vince il Challenge europeo nel 1966 e nel 1967.

 

giulia-de-adamich

 

Tutte le modifiche apportate dall’ Autodelta alla giulia GTA verrà trasferite sulla 1300 GTA Junior che deve gareggiare nella categoria Turismo. Questo modello nel 1972 si aggiudica tutte legare del Campionato Europeo Turismo !!!!!Da ricordare anche la partecipazione al rally d’ Israele nel 1974.

giulia-israele

 

 

Last update – 11/08/2016

Commenti

commenti

Un pensiero riguardo “AlfaRomeo Giulia (1962-1977)

  • 24 febbraio 2013 in 09:38
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    ho avuto una riflessione, proprio ieri circa l’effetto “g” in partenza sparata con questa signora particolarnemte nervosa nel traffico ma brillante, sempre- Com’era = UNICA, mi fu dato di confrontarla con la “2600 sprint” ,sempre alfa, non c’è confronto, anche se di poco più veloce, ma spezzabraccia nel traffico! Allora, questa chi era,capace ancora di incutere timore e rispetto : due carburatori doppiocorpo a tromboncino per una velocità effettiva da duecentoventi km/h per un consumo da 3/4 km/litro…………!

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