Storia dell’ Alfa Romeo

 

ALFA ROMEO: UNA STORIA ITALIANA dalla storia al Mito…..

a cura di Michele Antonucci

Michele Antonucci è il fondatore ed il Web Master di www.mitoalfaromeo, la Prima Web Community di Alfisti on line dal 22 giugno del 2000. Nel corso degli anni ha realizzato altri siti interamente dedicati ad altri brand italiani: Mito Lancia, Gruppo Fiat, Mito Maserati ed anche un unico grande Portale dove sono inserite TUTTE le notizie in tempo reale sull’automobilismo italiano www.guidoitaliano.it (dal 1 marzo 2011).

 

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AlfaRomeo TipoB (P3) 1932 - www.mitoalfaromeo.com -
AlfaRomeo TipoB (P3) 1932 – www.mitoalfaromeo.com –

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Segue un breve e chiaro excursus storico sull’ Alfa Romeo dove si mette in evidenza, l’eccellenza tecnica, il patrimonio di immagine di questa prestigiosa marca che trasmette emozioni a differenza di tante “solite automobili” che non trasmettono nulla. Una storia italiana, caratterizzata dal coraggio e dall’ambizione di uomini che riuscivano a guardare molto più lontano rispetto ai loro concorrenti.
Un marchio inimitabile che sebbene ci siano stati vari fallimenti, vari proprietari, ed è stato festeggiato il primo centenario è ancora qui a trasmettere emozioni e superiorità. Molte scelte di politica industriale e strategica hanno affossato e anche umiliato con certi modelli l’identità del marchio ma con gli occhi puntati verso il futuro,partendo dalla super car 8C l’augurio è che il cuore sportivo possa battere più forte e possa tornare a primeggiare….le premesse ci sono…incrociamo le dita!

Contatta il Web Master Michele Antonucci

 

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Il Portale MitoAlfaRomeo.com nasce nel 2000 da una idea del Web Master Michele Antonucci, appassionato del Biscione, con l’obiettivo di raccogliere informazioni e notizie pubblicate dalle varie testate presenti sul web che riguardano l’Alfa Romeo. Nel corso di questi anni sono state raccolte informazioni sui principali modelli di auto commercializzati e non dall’Alfa Romeo, reperendo le informazioni prevalentemente sul web, citandone ovviamente la fonte e ringraziandoli per la collaborazione. Il tutto è stato fatto sempre senza alcuna pretesa, sono sicuramente presenti errori o imprecisioni , benvengano quindi le segnalazioni.

GLI INIZI – ANNI DIECI

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L’ ALFA (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili) nacque ufficialmente il 24 giugno 1910. I proprietari erano imprenditori italiani che rilevarono la Darracq con il suo stabilimento al Portello (dove oggi sorge la Nuova Fiera di Milano).
La prima Alfa fu la 24 HP del 1910,Interamente progettata da Giuseppe Merosi e da altri tecnici italiani, la 24 HP si fa apprezzare per la meccanica, per le prestazioni e per il piacere di guida, caratteristiche che diventeranno simboli del Marchio. Il motore di 4084 centimetri cubi eroga 42 cavalli, e permette di superare i 100 chilometri l’ora,una velocità notevole per l’epoca.L’anno seguente, all’esordio sportivo, sta per vincere la Targa Florio, ma deve ritirarsi per un banale incidente: il pilota è accecato da uno spruzzo di fango.

Alfa 24 HP - www.mitoalfaromeo.com - Alfa 24 HP – www.mitoalfaromeo.com –

Il modello viene prodotto in oltre 200 autotelai che, secondo l’abitudine dell’epoca, sono affidati ai carrozzieri per l’allestimento definitivo. Nascono,così, la Spider, la Corsa a due posti, la Limousine a sette posti e la Torpedo, che sarà usata anche dal Comando supremo dell’Esercito, durante il primo conflitto mondiale.Nel 1913 l’Alfa commercializza la 40-60 HP.Con il motore da sei litri e 70 cavalli, la 40-60 HP arriva seconda assoluta nella famosa corsa in salita Parma-Poggio di Berceto. L’anno seguente Merosi “firma” la prima Grand Prix Alfa, con la quale il pilota Giuseppe Campari percorre il chilometro lanciato a oltre 147 chilometri orari.Sono due dei successi sportivi che contribuiranno a far nascere la leggenda dell’Alfa Romeo e andranno a formare un palmarès che oggi comprende oltre cento allori: dai 5 Campionati Mondiali alle 11 Mille Miglia, dalle 4 “24 Ore di Le Mans” al Campionato Turismo Tedesco DTM.

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1915: l’Alfa diventa ALFA ROMEO

Lo scoppio della Grande Guerra accentua le difficoltà finanziarie dell’Azienda, che il 2 dicembre 1915 viene rilevata dall’ingegnere Nicola Romeo.Nello stabilimento del Portello, da lui subito adeguato alle esigenze belliche, si producono motocompressori, munizioni, lanciafiamme e motori per aeroplani.Con la pace è necessaria una nuova riconversione, che si rivela lunga e difficile.Questa volta,dalle officine escono trivelle,trattori e materiale ferroviario.

 

Ing.Nicola Romeo con Enzo Ferrari - www.mitoalfaromeo.com
Ing.Nicola Romeo con Enzo Ferrari – www.mitoalfaromeo.com

 

 

Anni ’20 – La P2 diventa protagonista nelle Corse

Soltanto nel 1920 nasce la Torpedo 20-30 HP ES, prima vettura con la nuova ragione sociale: Alfa Romeo. Proprio guidando uno di questi esemplari, il ventiduenne Enzo Ferrari arriva secondo alla Targa Florio. In quegli anni l’Italia,come altri Paesi europei,attraversa una crisi politica, sociale ed economica. Giorni di tensione per l’occupazione della fabbriche, la moneta si svaluta: il dollaro, quotato poco più di cinque lire nel 1914, sei anni dopo è salito a quasi 30. Nel 1921, crolla la Banca Nazionale di Sconto, che è il principale azionista dell’Alfa Romeo e di altre aziende. Deve intervenire il Governo, fondando l’Istituto per la sovvenzione sui lavori industriali.Nel 1923 l’Azienda presenta il modello RL che riscuote notevole successo e, condotto da Ugo Sivocci, conquista la prima delle dieci vittorie nella Targa Florio (oltre che il secondo e il quarto posto).Nella stessa gara, per la prima volta compare sul cofano il quadrifoglio, da allora simbolo delle vetture sportive della Casa, mentre al circuito del Savio, Ferrari riceve dalla famiglia Baracca l’emblema del Cavallino, che sarà poi utilizzato sulle vetture della sua scuderia.Del ’24 è la P2, uno dei capolavori di Vittorio Jano, un progettista che arriva dalla Fiat. L’ALFA ROMO P2 FU L’INDISCUSSA PROTAGONISTA DELLE CORSE DEGLI ANNI ’20 Fu la prima vettura ad essere dotata di un motore a 8 cilindri della casa automobilistica lombarda.

L’auto fu la prima creazione di Vittorio JANO che fu reclutato da Enzo FERRARI dalla Fiat , tutti questi  successi degli anni venti consentirono l’inserimento della corona di alloro nello stemma dell’ Alfa Romeo fino al 1971, quando fu eliminata a causa della costruzione dello stabilimento produttivo di Pomigliano d’Arco (NA) dove verrà costruita l’ALFASUD, la prima ALFA a trazione anteriore. Il motore della P2 aveva due carburatori seguiti da due compressori

 

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Gli anni ’30 – GLI ANNI D’ORO – Nuvolari vince sempre su ALFA !!!

Ancora una volta, però, fattori esterni all’Azienda -e in particolare la crisi economica mondiale, avviata dal crollo della Borsa di Wall Street nel ’29- incrinano l’espansione dell’Alfa che, nel 1933, passa sotto il controllo dell’Iri, l’Istituto per la Ricostruzione Industriale, nato da poco proprio per aiutare le aziende in crisi.

1933: l’ ALFA è campione del mondo con l’ Alfa 8C MONZA

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Alfa Romeo 8c Monza (1933) Vincitrice della MIlle Miglia
Al traguardo sono presenti 5 Alfa Romeo 8c Monza nei Primi 5 posti!
In quell’occasione la storica frase di HENRY FORD – “SIGNORI GIU’ IL CAPPELLO!”

Tazio Nuvolari con Enzo Ferrari

Nel 1934, comunque, le sue vetture da corsa, affidate alla Scuderia Ferrari, vincono più gare di tutte quelle delle altre Case. Nel ’36 l’attività sportiva fa addirittura passare in secondo piano la produzione di serie. Due anni dopo, nasce la 8C 2900 B Lungo, che nella carrozzeria Touring, è l’Alfa più rappresentativa del periodo: il cofano imponente è simbolo di eleganza e di una potenza che affascinano. A confermare la tradizione che vede le auto destinate al mercato identiche nella meccanica e nei motori alle vincitrici delle competizioni, il modello conquista i primi tre posti alla Mille Miglia.

Il Duce Mussolini che prova un'Alfa Romeo P3 - www.mitoalfaromeo.com -
Il Duce Mussolini che prova un’Alfa Romeo P3 – www.mitoalfaromeo.com ; con la stessa vettura Tazio Nuvolari aveva stravinto il Gran Premio d’Italia

Nel frattempo, l’IRI indirizza la produzione verso i motori aeronautici e i veicoli industriali. Già nel ’26, l’Azienda aveva cominciato a fabbricare -su licenza dell’inglese Bristol- motori stellari a nove cilindri per gli aerei. Negli anni Trenta, poi, nascono motori potenti e affidabili, richiesti anche all’estero. Merito degli avanzati materiali utilizzati, come la Duralfa, una lega leggera di alluminio usata per costruire eliche, pistoni, teste cilindri e altri componenti. Nel ’39 nasce il 135, un 18 cilindri a doppia stella, che con quasi 2000 HP è il più potente propulsore dell’epoca. Altri motori conquistano tredici record mondiali di velocità, altezza e distanza. La produzione aeronautica raggiunge quasi l’80 per cento del fatturato annuo e per soddisfare le crescenti richieste,sul finire del decennio si costruisce uno stabilimento a Pomigliano D’Arco (Napoli).Il Marchio Alfa è apprezzato anche nei veicoli industriali. Il primo autocarro, il Bussing 50, è del 1931. Nel ’35, il T85G vince un concorso internazionale per camion a gassogeno sul percorso Roma-Bruxelles-Parigi. Il modello 500, poi, nella versione autocarro trasporta 110 quintali, mentre come autobus è apprezzato per la linea, la comodità offerta ai passeggeri e la velocità di 68 chilometri orari. In una parola, sono mezzi affidabili anche in condizioni difficili, tanto che durante la campagna d’Etiopia l’Azienda fornisce all’Esercito Italiano oltre 2000 veicoli.

 

Tazio Nuvolari - www.mitoalfaromeo.com
Tazio Nuvolari – www.mitoalfaromeo.com

 

 

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GLI ANNI CINQUANTA – GLI ANNI DELLA RICOSTRUZIONE

I nuovi ambiziosi progammi dell’Azienda vengono sconvolti dallo scoppio della seconda guerra mondiale, il 10 giugno del 1940. L’Alfa deve riconvertire la produzione alle commesse militari e i suoi stabilimenti vengono bombardati più volte. Nonostante tutto, l’Azienda mantiene alto il livello tecnologico. Nel ’42,per esempio, un trimotore italiano SM75 spinto da motori Alfa 128, vola per 20 mila chilometri, sino a Tokyo e ritorno. Dopo il bombardamento alleato del 20 ottobre 1944, però, nel complesso del Portello cessa ogni attività.

AlfaRomeo 1900 - www.mitoalfaromeo.it
AlfaRomeo 1900 – www.mitoalfaromeo.it

Tutto sull’Alfa 1900 >>>>

AlfaRomeo 1900 Matta - www.mitoalfaromeo.it
AlfaRomeo 1900 Matta – www.mitoalfaromeo.it

Tutto sull’Alfa Romeo 1900 Matta >>>>

La pace arriva nella primavera seguente, ma i primi mesi di lavoro sono difficili. Manca tutto: officine, materiali, componenti. Non potendo fabbricare altro, gli ottomila dipendenti del Portello costruiscono cucine elettriche, mobili metallici, infissi e saracinesche.L’attività automobilistica riprende soltanto nel ’46, facendo gareggiare le 158 salvate dalle macerie e tornando a costruire le 6C 2500 d’anteguerra.Poi, arrivano le versioni dall’innovativo cambio al volante, che piacciono tanto ai Vip dell’epoca: da Rita Hayworth a Tyron Power, da Ranieri di Monaco a re Faruk d’Egitto.

 

Alfa 6C 2500 - www.mitoalfaromeo.com -
Alfa 6C 2500 – www.mitoalfaromeo.com –

 

 

L’allestimento Super Sport Villa d’Este, nella carrozzeria Touring (1949), ne fa la più bella vettura di quegli anni (deve il nome alla vittoria conseguita nell’omonimo concorso d’eleganza per design d’auto).L’anno dopo, l’Alfa Romeo presenta il modello che rilancia le sorti dell’Azienda: la 1900, progettata da Orazio Satta Puliga. E’ una berlina a quattro porte e cinque posti, la prima vettura del Biscione a carrozzeria autoportante. Ne verranno costruiti circa 20 mila esemplari. Anche con questo modello l’Alfa Romeo miete successi sportivi. Tanto che, secondo un fortunato slogan, la 1900 diventerà “la macchina da famiglia che vince le corse”. Ma,soprattutto, con questo modello è stato introdotto nella storia dell’automobilismo un nuovo concetto di vettura: la berlina ad alte prestazioni per uso quotidiano.Sulle piste dei Gran Premi, l’Alfa 158 (da tutti all’epoca soprannominata “Alfetta” per le sue dimensioni ridotte) ha la supremazia assoluta e nel 1950, con Nino Farina, conquista il Campionato del Mondo.L’anno dopo, Juan Manuel Fangio vince il Campionato del Mondo di F1 con la 159, un bolide entrato nella leggenda. Esteriormente quasi identica alla 158, adotta il più potente motore 1500 mai costruito: 425 cavalli, oltre 300 chilometri orari. Subito dopo, l’Alfa si ritira dai Gran Premi per concentrarsi a produrre auto di serie.

Alfetta 159 - Campione del Mondo di Formula 1 nel 1951 - www.mitoalfaromeo.com -
Alfetta 159 – Campione del Mondo di Formula 1 nel 1951 – www.mitoalfaromeo.com –

 

 

Gli anni della Giulietta – Sono gli anni della guerra fredda, alla quale De Gasperi, Adenauer e Schuman oppongono il sogno di un’Europa unita. In Italia è, soprattutto, l’inizio del boom economico. Nel ’49 circolava un’auto ogni 96 abitanti, ma già una ogni 28 persone nel ’58 e una ogni 11 nel ’63. In un quinquennio,il prodotto interno lordo del Paese cresce del 6,3 per cento.

 

 

Nel ’54 esordisce la Giulietta Sprint, coupè capostipite di molti modelli di successo: è la 1300 cc più desiderata dell’epoca e sarà venduta in quasi 28 mila esemplari.L’anno dopo vengono presentate la versione Spider, una delle più belle automobili a carrozzeria aperta di tutti i tempi, e la berlina: 53 cavalli e 140 chilometri l’ora di velocità massima.In questa categoria, non c’è niente di meglio sul mercato: il modello sintetizza lo stile, la personalità e la raffinatezza meccanica tipiche del Marchio e diventa uno status symbol. Per una decina d’anni le Giulietta manterranno inalterato il proprio fascino, ampliando il mercato dell’Alfa Romeo dalle decine di migliaia di unità alle centinaia di migliaia. La numero 100 mila esce dalle linee di montaggio del Portello nel febbraio del 1961, presente l’attrice Giulietta Masina in veste di madrina.Un’altra vettura importante di quel periodo è la 2000: alla versione berlina del ’58, dalle linee squadrate, si affiancano la Spider e il CoupéL’anno seguente, per mantenere adeguati volumi produttivi, comincia la fabbricazione (su licenza Renault) dell’utilitaria Dauphine.A Pomigliano d’Arco, intanto, si continuano a produrre veicoli industriali e motori diesel Saviem. Nasce Romeo, veicolo commerciale per molteplici impieghi.

 

Romeo - veicolo commerciale Alfa Romeo - www.mitoalfaromeo.com -
Romeo – veicolo commerciale Alfa Romeo – www.mitoalfaromeo.com –

 

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GLI ANNI SESSANTA – GLI ANNI DEL BOOM ECONOMICO: GIULIA E DUETTO SONO LE BEST SELLER

AlfaRomeo Giulia TI - www.mitoalfaromeo.it
AlfaRomeo Giulia TI – www.mitoalfaromeo.it

I primi anni Sessanta sono quelli delle Olimpiadi di Roma, della “nuova frontiera” di John F. Kennedy, di Giovanni XXIII, “il papa buono”, di Yuri Gagarin, primo uomo lanciato nello spazio. E anche quelli dell’espansione dell’Alfa Romeo. La sede del Portello, ormai inglobata dall’espansione edilizia del capoluogo lombardo, si rivela insufficiente per i programmi produttivi. Così,si costruiscono uno stabilimento ad Arese (oltre due milioni e mezzo di metri quadrati di superfice), un autodromo per collaudare i prototipi a Balocco e un secondo complesso a Pomigliano D’Arco (la posa della prima pietra avviene il 29 aprile 1968).

L’Auto più rappresentativa del momento è la GIULIA ,arriva nel 1962 e si sviluppa in una vasta gamma di berline e di versioni sportive.Come ricorda uno slogan, è l’auto “disegnata dal vento” (è la prima auto ad essere interamente progettata in galleria del vento): frontale basso, quattro fari, cofano deportante, parabrezza sfuggente come quello di un aereo e, soprattutto, coda tronca. Il motore di 1570 centimetri cubi sfodera 92 cavalli. Della versione Coupé 1600 Sprint, nel 1963, la rivista inglese Car and Driver scrive: “Guidare questa macchina è puro divertimento”.

Alfa Romeo Giulia - www.mitoalfaromeo.it
Alfa Romeo Giulia – www.mitoalfaromeo.it

La Super 1600 del ’65 offre sedili imbottiti, avvolgenti e plancia con portastrumenti in legno: insomma, berlina di rango, con un insospettabile temperamento sportivo (98 cavalli). In 14 anni se ne venderanno oltre un milione di esemplari. Che si tratti di un record è presto spiegato. Dal 1910 al 1955, l’Azienda ha venduto in tutto quasi 35 mila automobili e nel 1970 la produzione totale sarà di 108 mila vetture.

Nel 1966, invece, è la volta della Spider 1600 DUETTO , dalla sorprendente linea a osso di seppia: sbarca in America dalla motonave Raffaello e diventa famosa con il film IL LAUREATO (negli Usa, furono sino ai primi anni Novanta commercializzate versioni speciali denominate “Graduate”: “Laureato”,appunto).

 

AlfaRomeo Spider - The Graduate with Dustin Hoffman - www.mitoalfaromeo.it
AlfaRomeo Spider – The Graduate with Dustin Hoffman – www.mitoalfaromeo.it

 

L’anno dopo, ecco la 1750 Spider che come la “sorella”, mantiene il curioso soprannome di “Osso di seppia”: sarà prodotta sino al 1973 in 8.701 esemplari, 4.027 dei quali in allestimento per gli Stati Uniti.Sempre nel 1967 nasce la 1750 e, all’Esposizione mondiale di Montreal (Canada), viene esposta l’omonima coupé, sportiva prestigiosa che più avanti adotterà un motore 8V 2500.

AlfaRomeo Montreal 1970 www.mitoalfaromeo.it
AlfaRomeo Montreal 1970 www.mitoalfaromeo.it

 

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GLI ANNI SETTANTA – INCOMBE LA CRISI ENERGETICA – ALFETTA SIMBOLO DI UN’EPOCA

Schema sospensivo Alfa Romeo Alfetta - www.mitoalfaromeo.it
Schema sospensivo Alfa Romeo Alfetta – www.mitoalfaromeo.it

Nel giro di pochi anni, però, l’Azienda si scontra con nuovi problemi esterni. Nel nostro Paese, la crisi energetica e l’onda lunga della protesta sociale scoppiata nel ’68 portano a tensioni politiche e sociali (occupazioni delle fabbriche, ferimento e uccisione di alcuni dirigenti) che culminano il 9 maggio 1978 nell’assassinio di Aldo Moro. L’inflazione è a due cifre e le vendite di auto diminuiscono. Il Gruppo Alfa Romeo -che al 31 agosto 1971 occupa oltre 32.500 persone- deve confrontarsi anche con finanziamenti insufficienti. Presenta, comunque, nuovi modelli come la berlina 2000 del 1971 (quasi identica, nello stile, alla 1750), l’Alfetta berlina del 1972 e, sempre nel ’72, l’Alfasud.L’Alfasud, prima vettura del Biscione a trazione anteriore, incontra un certo successo: nel 1972 vengono prodotte in tutto 28 mila vetture; nel 1973, oltre 70 mila.Dall’Alfasud  berlina deriverà poi l’ Alfasud Sprint, la quale a sua volta si evolverà anni dopo nella Sprint. Il marchio Alfa Romeo cambia, sparisce la scritta MILANO….

 

 

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L’Alfetta berlina è l’auto simbolo del decennio. Il successo di questo fortunatissimo modello, che anche nel nome vuole richiamare i successi dell’ Alfetta 158 e 159 dei primi anni Cinquanta, si deve a un progetto che sposa felicemente stile accattivante e grintoso a meccanica sofisticata e motore brillante (il collaudato bialbero 1800 cc di 122 cavalli che assicura una velocità massima superiore a 180 km/h: il mensile Quattroruote rileverà 184 km/h). La linea,poi,coniuga una forma esterna compatta a un’elevata abitabilità interna e a un bagagliaio di forma molto regolare e, per questo, sfruttabile per 510 decimetri cubi. Tra l’altro, l’Alfetta sarà commercializzata (a partire dal 1980) anche con motorizzazione turbodiesel: inizialmente, si era pensato di adottare un motore Sofim (azienda di cui l’Alfa era azionista), ma in un secondo tempo l’interesse dei progettisti si rivolse verso i prodotti di un’altra azienda (facente anch’essa parte, come l’Alfa Romeo, dell’IRI-Finmeccanica): si trattava della VM di Cento, in provincia di Ferrara. L’unità prescelta fu un 4 cilindri 1995 cc da 82 cv capace di raggiungere i 158,7 Km/h. L’Alfetta diventava così la prima vettura italiana dotata anche di motore turbodiesel.Come per l’Alfasud anche nel caso dell’ Alfetta, dalla berlina deriverà poi un coupé dal carattere forte e aggressivo: sarà l’ Alfetta GT del 1974, un coupé di grande successo che qualche anno dopo si evolverà ulteriormente nel coupé GTV6. Nel 1977 debutta la nuova Giulietta e di due anni più tardi (1979) è l’ammiraglia ALFA 6.

 

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Tutto sulle Alfa vendute negli USA 

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ANNI OTTANTA: L’ALFA PIENA DI DEBITI VIENE CEDUTA ALLA FIAT (1986)


“La 75 chiude un’epoca e con lei lo schema trazione posteriore/schema transaxale viene abbandonato”

Alfetta 2.0 - www.mitoalfaromeo.it
Alfetta 2.0 – www.mitoalfaromeo.it

 

Il 1° gennaio 1981 l’Alfa Romeo S.p.A. è ormai una società capogruppo che esercita funzioni di controllo e pianificazione strategica in quattro diversi settori. Il primo settore -quello dell’attività automobilistica- comprende gli stabilimenti di Arese, del Portello e dell’Alfasud, l’Autodelta, la consociata sudafricana Bei e l’ARNA  (Alfa Romeo Nissan Automobili); quest’ultima è la società italo-giapponese costituita per produrre vetture che adottano i motori boxer Alfasud (lo stabilimento sorge nel 1981, a Pratola Serra, in provincia di Avellino). Al secondo settore -quello denominato “Produzioni Diversificate”- fanno capo l’Alfa Romeo Avio, l’Alfa Romeo Veicoli Commerciali, l’Arveco (sospensioni,veicoli speciali e motori per Renault), oltre che aziende di componentistica come la Spica. Il terzo e il quarto settore si occupano, rispettivamente, delle attività commerciali e di quelle finanziarie.Tra le vetture più rappresentative del decennio, ecco la berlina ALFA 33, con la quale -nel 1983- l’Alfa Romeo entra nel segmento delle “medie”, prima occupato dall’Alfasud. Da questa, la nuova vettura eredita la meccanica, mentre è inedita la linea a tre volumi e cinque porte. Poi, per una decina d’anni e con una significativa ristilizzazione nel 1990, è un susseguirsi di versioni (anche Station Wagon,denominata “Giardinetta” prima e “Sport Wagon” poi,e 4×4), migliorate negli allestimenti e con motori catalizzati (la prima, la 1.5 cat, è del marzo 1986) e più potenti come la 1.7 IE 16v cat Quadrifoglio Verde S da 129 cavalli del 1990. In tutto, la 33 sarà costruita in quasi un milione di esemplari, metà dei quali con motore di 1351 centimetri cubi, il 12 per cento nella versione GiardinettaSport Wagon e circa il 5% con trazione integrale. Nel 1985 l’Alfa Romeo festeggia il 75° compleanno battezzando con questo numero una nuova berlina. La linea cuneiforme richiama quella della Giulietta; gli interni comprendono, fra l’altro, volante regolabile in altezza, centralina di autodiagnosi, orologio digitale, contagiri elettronico e vetri atermici.Il motore è il classico quattro cilindri in linea bialbero, disponibile in varie cilindrate.

 

Alfa 75 2.0 Twin Spark 8v 148cv -1987 - www.mitoalfaromeo.com -
Alfa 75 2.0 Twin Spark 8v 148cv -1987 – www.mitoalfaromeo.com –

 

Due anni dopo,al Salone di Ginevra,esordisce la versione 2.0i, prima auto di grande serie ad adottare una tecnologia sino ad allora utilizzata solo sulle auto da competizione: il Twin Spark, un sistema di accensione elettronica con due candele per cilindro, che consente di ottimizzare la combustione migliorando le prestazioni del motore e riducendo le emissioni.In campo sportivo, nel 1985 la GTV6 è Campione d’Europa Turismo e nel 1988 la 75Turbo Evoluzione si afferma nel Campionato Italiano Velocità Turismo.Anche i veicoli commerciali ottengono un discreto successo. La Guardia di Finanza, per esempio, è uno dei maggiori clienti del furgone F12. Mentre i modelli AR8 e AR6 vengono offerti in ben 24 versioni: dai promiscui agli scuolabus, dai vetrinati al camper “Ravello”.

 

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Da non dimenticare, poi, che nel 1985 nasce una società italo-giapponese per le vendite in Giappone e che l’anno dopo viene siglato un accordo con la Chrysler per vendere la futura Alfa 164 in Nord America.Nonostante questi successi la situazione finanziaria dell’Azienda si fa sempre più difficile, da fallimento: ciò a causa non di uno scarso successo dei modelli Alfa Romeo (i quali continuano invece a incontrare il favore del pubblico) e di una flessione delle vendite, ma principalmente a causa degli eccessivi costi dei fattori produttivi: all’inizio degli anni Ottanta, infatti, produrre un’Alfetta costava alla Casa tre volte quello che poi sarebbe stato il suo prezzo di listino.Nel novembre del 1986, l’Iri, guidato da Romano Prodi, decide allora di vendere l’attività automobilistica, la quale viene rilevata dalla Fiat.In seguito all’accordo si decide la chiusura della società A.R.N.A. (Alfa Romeo Nissan Automobili), la quale negli ultimi mesi del 1983 aveva portato alla commercializzazione della (commercialmente parlando) sfortunatissima ARNA.

Enzo Ferrari con la sua ultima vettura personale: un'Alfa 164 2.0 Twin Spark 148cv colore Rosso Alfa - www.mitoalfaromeo.com -
Enzo Ferrari con la sua ultima vettura personale: un’Alfa 164 2.0 Twin Spark 148cv colore Rosso Alfa – www.mitoalfaromeo.com –

 

Si trattava di una berlina due volumi:da parte Nissan c’era la progettazione e la produzione di tutte le parti della scocca; da parte Alfa Romeo c’era quasi tutta la meccanica (che ricalcava quasi interamente la meccanica dell’Alfasud) e la messa a punto complessiva. L’Arna uscì di scena nel 1987. Altra Alfa poco fortunata di questi anni è la 90.Debutta quasi in contemporanea con la 75 e raccoglie la gloriosa eredità dell’Alfetta: la meccanica è praticamente identica (come d’altra parte anche per la 75), ma le sue linee e il suo stile non hanno quella personalità e quello spirito innovativo che (insieme a prestazioni al vertice della categoria) avevano costruito l’enorme successo (commerciale e di immagine) dell’Alfetta.

 

 

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Così, la 90 resta in produzione per pochissimo tempo e viene rapidamente quanto ingiustamente dimenticata.Per una necessaria ulteriore razionalizzazione industriale dell’Iri, anche l’Alfa Avio viene ceduta: prima all’Aeritalia e poi, nel 1996, alla FiatAvio.Anni difficili, dunque, ma che non impediscono all’Alfa di mettere a punto la formidabile SZ. Si tratta di un coupé 3000cc sviluppato sulla meccanica della 75. La sua variante spider è rappresentata dalla RZ.

 

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GLI ANNI NOVANTA – NON SFONDA LA NUOVA GAMMA, LA FIATTIZZAZIONE DEL PRODOTTO FA CROLLARE LA QUOTA DI MERCATO ALFA ROMEO , NEL 1995 VENGONO SOSPESE LE VENDITE NEGLI USA. DAL 1997  I MODELLI 156-166-147 SI FANNO APPREZZARE E L’ALFA RISORGE

La prima Alfa a nascere sotto l’egida Fiat fu l’ammiraglia 164 che condivideva la medesima piattaforma con Lancia Thema, Saab 9000 e Fiat Croma. Nel 1992, dallo stabilimento di Pomigliano D’Arco esce la 155 la quale l’anno dopo nella versione V6 TI (la antica sigla TI sta per Turismo Internazionale) si aggiudica il prestigioso DTM, il Campionato turismo tedesco.

Nel 1994 e nel 1995, nascono rispettivamente le “sorelle” 145 e 146 (la prima:due volumi e tre porte; la seconda: tre volumi e 5 porte), con il bellissimo e aggressivo frontale dalla caratteristica forma a V e con i motori boxer che a partire dal 1997 vengono poi sostituiti dai più potenti bialbero quattro cilindri in linea Twin Spark, più consoni alla notevole massa delle vetture. Particolarmente riuscita la lieve ristilizzazione del 1999. Sempre nel 1994 debutta l’ Alfa Gtv che nasce dalle meravigliose forme della mitica Alfa Proteo. Un capolavoro di design e tecnica, un prototipo dal quale molte Alfa moderne traggono stile e potenza.

 

1995: l’ Alfa Romeo abbandona il mercato USA per i numeri di vendita insoddisfacenti

1997: si cambia registro, debutta la 156  che fa dimenticare la 155 che non ha riscosso il successo sperato ed è subito boom, nel 2000 uscirà la versione SW denominata SPORTWAGON.

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1998:Dopo 11 anni di onorata carriera, va in pensione la 164,ecco la 166  l’ammiraglia sportiva Alfa Romeo.

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Nel 2000 la147 sostituirà la145/146 , e diventa subito la prima della categoria: il cuore sportivo batte più forte!

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2000-2010 NUOVI MODELLI VERSO IL PRIMO CENTENARIO DEL BISCIONE, dal 2008 ecco le Alfa targate Marchionne (MiTo, Giulietta, 4C e Giulia)

 

 

Il XXI secolo comincia bene per l’Alfa Romeo: la 147 viene eletta Auto dell’Anno 2001 ed insieme ai modelli 156,166 le quote di mercato all’estero aumentano. Nel 2002 al Salone di Ginevra l’Italdesign di Giorgetto Giugiaro presenta la concept BRERA che dovrà essere in futuro la base stilistica delle future Alfa Romeo. La 159 e la Brera che debutteranno nel 2005 prenderanno infatti molto da questa concept.
Nel 2002 l’Alfa 156 pensiona la 2.0 Twin Spark 16v ed arriva il nuovo 2.0 benzina JTS ad iniezione diretta con ben 165cv, arriva anche la versione GTA per i modelli 147 e 156. I modelli GTA montano l’ultima evoluzione del V6 Busso, cubatura 3200 cc V6 24V con 250cv di potenza.

 

2003- Restyling di fine carriera per 156, 156 SW, Gtv/Spider e Alfa 166. Presentata anche la concept KAMAL, il Suv secondo AlfaRomeo, non ci sarà alcun seguìto produttivo.

 

2004 – Debutta il restyling della 147 (by Giugiaro) e la versione coupè della 156…ecco la GT che uscirà di scena nel 2011.
Debuttò anche la versione 4×4 della 156 che fu lanciata con il nome Crosswagon con differenziale Torsen C

 

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2005: La 156 va in pensione, la sua erede è la 159, vettura eccellente per doti stradali, peccato solo per la piattaforma troppo pesante che fa aumentare consumi e diminuire le prestazioni, però è anche la prima ALFA che supera con il massimo punteggio i Crash Test EURONCAP. Nel 2008 la 159 subisce un alleggerimento della piattaforma e a marzo 2009 debutterà il 1.8 TBI (Turbo Benzina ad iniezione diretta con doppio variatore di fase) da 200cv al posto dei JTS.

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Sempre nel 2005, la sostituta della GTV viene lanciata, è la BRERA, i risultati commerciali sono al di sotto delle aspettative, il peso eccessivo della piattaforma Premium derivata dalla 159 la penalizza per prestazioni e consumi.I puristi non accettano la scelta della dismissione del V6 Busso a faovre del 3.6 V6 di origine GM ma con testata rifatta dai tecnici di Arese.

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Alfa BRERA

2007 : viene prodotta in soli 500 esemplari lALFA 8C COMPETIZIONE, una super car che si era già vista anni prima in veste di concept, nel 2009 arriva la versione spider sempre in edizione limitata per solo 500 fortunati.

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2008: debutta la MITO l’anti MINI, la bay Alfa….la compatta più sportiva di sempre!

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L’erede della 147 prevista per il terzo trimestre 2009 è stata rinviata agli inizi del 2010,ha debuttato a maggio 2010: è la GIULIETTA!

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Nel corso del 2009 viene concretizzato un accordo strategico che porterà il brand Alfa Romeo e Fiat negli USA:l’acquisizione del colosso di Detroit Chrysler che include il leggendario marchio Jeep e Dodge. Debuttano nuove motorizzazioni sulla Mito: 1.3 JTDm e 1.4 TB 120cv, a settembre 2009 ci sarà il debutto delle versioni con tecnologia Multiair nella motorizzazione 1.4 TB che avrà i seguenti step di potenza: 105, 135 e 170cv.

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2010 : L’ANNO DEL CENTENARIO, UN FUTURO SEMPRE PIU’ A STELLE E STRISCE PER IL BISCIONE, DOPO L’ACCORDO FIAT CHRYSLER

Nel 2013 debutterà l’Alfa 4C che contribuirà a far risollevare l’immagine del Biscione grazie alle sue performanti qualità dinamiche, rapporto peso/potenza grazie ad un telaio in carbonio ed alluminio.

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A novembre del 2014 torna il Biscione negli USA con il modello 4C Coupè, seguirà la 4C Spider e la Nuova GIULIA ( quest’ultima è stata presentata al Salone di Los Angeles nel 2015)

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IL RAPPORTO TRA L’ALFA ROMEO E LE CORSE TRA ANNI 60-70-80-90-2000

Alfa 33 SC 12 Turbo Campione del Mondo 1977 - www.mitoalfaromeo.it
Alfa 33 SC 12 Turbo Campione del Mondo 1977 – www.mitoalfaromeo.it

Nelle corse il Biscione continua a vincere. Merito delle tante versioni della 33. La prima, la 33/2 Sport Prototipo, debutta nel ’67: adotta un propulsore V8 di 1995 centimetri cubi che eroga 270 cavalli e consente di raggiungere i 300 l’ora. Di due anni dopo è la 33/3: 2998 centimetri cubi, 400 cavalli e 310 di velocità massima. La 33 TT 3 compie le prime prove alla Targa Florio del 1971: rivisitata nella carrozzeria, adotta il motore precedente ma con potenza di 440 cavalli. Ulteriori affinamenti tecnici e l’adozione di un inedito 12 cilindri boxer (quindi,a cilindri contrapposti) portano alla nascita della 33 TT 12: la versione del 1975 -500 cavalli a 11500 giri/min- vince sette gare su otto del Campionato mondiale Marche. L’anno successivo nasce la 33 SC 12, che adotta un motore boxer 12 cilindri di 2995 centimetri cubi da oltre 520 cavalli. Con questo modello il Biscione si aggiudica il Campionato nelle vetture Sport 1977.

 

Nell’ultima corsa della stagione, però, corre la versione 33 SC 12 con motore turbo: il 12 cilindri boxer, nonostante la cilindrata ridotta a 2134 centimetri cubi, eroga 640 cavalli e consente alla vettura di superare i 350 chilometri orari.Nel 1978, in Formula 1, assieme alla Brabham, la squadra è terza nella classifica per Marche. Negli anni successivi, sino alla stagione 1985, l’Alfa continuerà ad impegnarsi nel campionato di Formula 1, ma la sempre più difficile situazione finanziaria dell’Azienda e la crescita esponenziale dei costi di organizzazione e gestione di una squadra di F1 non consentiranno più alla Casa di raggiungere livelli di competitività all’altezza della tradizione: nel 1985, l’Alfa uscirà definitivamente dalle competizioni di Formula 1.Sempre nel 1978, l’Alfa Romeo si accorda con la General Electric. Obiettivo: costruire insieme il propulsore aeronautico CF6-32. Nel ’79 presenta il primo motore a turbina realizzato in Italia: l’AR 318 da 600 cavalli.

 

 

L’ Alfa Romeo ha anche partecipato in Formula Indy dal 1989 al 1991 per incrementare i volumi di vendita della Milano e della  164  in vendita negli USA. Ha partecipato con la Scuderia March fornendo un 8 Cilindri a V di 90° con Turbocompressore , alesaggio e corsa mm 86×57 , cilindrata 2648,8 cm cubici, potenza di 720 cv a 11.800 giri al minuto.

 

Sul piano sportivo, gli anni Novanta rappresentano un periodo ricchissimo di successi per l’Alfa Romeo a tutti i livelli della categoria Turismo, sia in ambito nazionale che in ambito europeo. Abbiamo già ricordato, a titolo di esempio, lo storico trionfo della 155 nel DTM tedesco.

 

Alfa 155 DTM Nicola Larini - www.mitoalfaromeo.com -
Alfa 155 DTM Nicola Larini – www.mitoalfaromeo.com –

 

Sul finire del decennio è la 156 a raccogliere degnamente la gloriosa eredità della 155. La 156ST conquista allori uno dopo l’altro nei campionati italiani ed europei, centrando consecutivamente il titolo di Campione (sia Campionato Marche che Campionato Conduttori) nelle prime due edizioni del rinato Campionato Europeo Turismo (stagione 2000 e stagione 2001). Nella stagione 2002, il nuovo regolamento del Campionato Europeo Turismo porta alla nascita della 156GTA che raccoglie l’eredità della 156ST e che si imporrà conquistando sia il titolo costruttori che il titolo conduttori. Sempre avanti, dunque, nel solco della tradizione! Nel 2003 l’ ETCC è dominato dal pilota Gabriele Tarquini su Alfa 156 GTA che vince il Titolo piloti. L’Alfa Romeo abbandona le competizioni nel 2007, l’ultima vettura che ha corso nel Mondiale Fia WTCC fu l’Alfa Romeo 156 S2000 (2.0 Twin Spark con 300cv e trazione anteriore).
La 156 ha dominato il Mondiale Turismo dal 1998 al 2003 aggiudiucandosi sempre il titolo costruttori.

 

 

6 pensieri riguardo “Storia dell’ Alfa Romeo

  • 6 gennaio 2012 in 14:47
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    E’ sato veramente interessante perchè io sono un alfista e appassionato da molti anni e anch’io ho un alfa, precisamente una 166 2.0 16v del 2005.
    Vorrei sapere i prezzi per l’iscrizione al club e dove siete

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  • 14 febbraio 2012 in 22:17
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    mancqno le foto delle 75 da corsa grazie

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  • 21 luglio 2012 in 08:22
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  • 9 ottobre 2014 in 21:45
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    Complimenti per il lavoro svolto.
    Mi farebbe piacere una descrizione e foto della sede “Autodelta”
    di Settimo Milanese, in attesa porgo cordiali saluti
    Natalini

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