{"version":"1.0","provider_name":"Mito Alfa Romeo.Com","provider_url":"https:\/\/www.mitoalfaromeo.com\/notizie","author_name":"Michele","author_url":"https:\/\/www.mitoalfaromeo.com\/notizie\/author\/michele\/","title":"Una fabbrica Alfa Romeo in Nord America - Mito Alfa Romeo.Com","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"L4zGdmyfwG\"><a href=\"https:\/\/www.mitoalfaromeo.com\/notizie\/2008\/05\/23\/una-fabbrica-alfa-in-nord-america\/\">Una fabbrica Alfa Romeo in Nord America<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.mitoalfaromeo.com\/notizie\/2008\/05\/23\/una-fabbrica-alfa-in-nord-america\/embed\/#?secret=L4zGdmyfwG\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Una fabbrica Alfa Romeo in Nord America&#8221; &#8212; Mito Alfa Romeo.Com\" data-secret=\"L4zGdmyfwG\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">\n\/* <![CDATA[ *\/\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/* ]]> *\/\n<\/script>\n","thumbnail_url":"https:\/\/www.mitoalfaromeo.com\/notizie\/wp-content\/uploads\/2011\/09\/159-safety.jpg","thumbnail_width":570,"thumbnail_height":279,"description":"Sta diventando sempre pi\u00c3\u00b9 concreta l\u00e2\u20ac\u2122ipotesi di costruire in Nord America le Alfa Romeo che torneranno sul mercato Usa alla fine del 2009.Se ne parla da anni, ma la lunghissima attesa per il ritorno del Biscione oltre Atlantico sta pian piano divorando i margini di guadagnoimmaginati anni fa, quando l\u00e2\u20ac\u2122Euro debole consentiva di esportare a buoni prezzi le auto europee in America. Oggi la situazione valutaria \u00c3\u00a8cambiata, e radicalmente: l\u00e2\u20ac\u2122Euro \u00c3\u00a8 fortissimo e i costruttori europei che sostengono in Euro i costi della loro produzione vengonopenalizzati quando esportano le loro auto. Una bella chance per Alfa Romeo, che da anni sta inseguendo il sogno del ritorno in Usa,dove ha gi\u00c3\u00a0 destinato una fetta delle sue poche 8C Competizione.Un esempio: un\u00e2\u20ac\u2122auto europea che costa 30.000 Euro, al cambio attualediventa pi\u00c3\u00b9 di 45.000 dollari! Ai quali aggiungere le spese di trasporto e consegna oltre Atlantico. Si superano cos\u00c3\u00ac i 50.000 dollari, troppo, e per questa ragione Alfa Romeo, e con lei Audi, pensano di aggirare l\u00e2\u20ac\u2122ostacolo andando a produrre direttamente in loco, come gi\u00c3\u00a0 fanno del resto Mercedes e BMW, evitando le penalizzazioni del tasso di cambio. Una situazione impensabile fino a pochi anni fa, e che ha indotto il gruppo Fiat a considerare l\u00e2\u20ac\u2122apertura di un impianto Alfa Romeo in Nord America. Se non in Usa, almeno in Canada (Paese dove \u00c3\u00a8 cresciuto e si \u00c3\u00a8 formato Sergio Marchionne), visto che lo Stato dell\u00e2\u20ac\u2122Ontario si \u00c3\u00a8 ufficialmente offerto per accogliere un\u00e2\u20ac\u2122eventuale fabbrica Fiat. Ma secondo le ultime indiscrezioni, pi\u00c3\u00b9 probabilmente la scelta ricadr\u00c3\u00a0 sul Messico, Paese a moneta debole (il peso) e vicino a quei mercati latino-americani sui quali punta, in subordine agli Usa, il gruppotorinese. Alla fine di questo mese sapremo quale sar\u00c3\u00a0 la scelta definitiva. Ma c\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 anche una terza possibilit\u00c3\u00a0: quella di convertire all\u00e2\u20ac\u2122automobile uno degli undici impianti CNH in Nord America. Il colosso dei macchinari agricoli Case New Holland \u00c3\u00a8 da anni infatti di propriet\u00c3\u00a0 del gruppo Fiat e potrebbe \u00e2\u20ac\u0153prestare\u00e2\u20ac\u009d uno dei suoi siti, ma dipende dai costi della conversione e dai benefici che se ne trarrebbero. Da escludere invece l\u00e2\u20ac\u2122ipotesi della prima ora, quella di un\u00e2\u20ac\u2122alleanza con Case auto Usa per produrre le Alfa destinate a quel mercato: nessuna se l\u00e2\u20ac\u2122\u00c3\u00a8 sentita di accogliere una possibile rivale."}