Prodi:da Marchionne mostruose verità utili, no dannose

Segue articolo dell’agenzia di stampa ASCA, in riferimento alle dichiarazioni di Marchionne dei giorni scorsi la replica dell’ex Premier Romano Prodi.

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Le dichiarazioni di Marchionne? ”Mostruose verita’ piu’ utili che dannose” per raggiungere l’obiettivo di rilanciare la produttivita’ in Italia.E’ quanto afferma l’ex premier Romano Prodi in un fondo scritto per il ‘Messaggero’ in cui invita a non gurdare al passato di una Fiat ”protetta” e ”viziata” ma al futuro ”partendo dalle risorse e dalle mancanze italiane”.

Secondo Prodi le ”difficolta”’ della Fiat nascono dal fatto che ha ”una struttura degli impianti italiani ereditata dal passato (non per nulla le fabbriche piu’ efficienti in Europa sono quelle costruite recentemente nei paesi nuovi) con rapporti di lavoro anch’essi rivolti al passato”.

In questo contesto Prodi individua la Germania come esempio, perche’ ”e’ stata capace di liberarsi da questo peso reiconquistando quote di mercato e nello stesso tempo potere d’acquisto per i lavoratori”. ”le imprese tedesce -spiega Prodi- hanno compiuto un enorme sforzo di rinnovamento dei modelli e dei sistemi produttivi, mentre i sindacati hanno assicurato flessibilita’ e produttivita’ in cambio di garanzie economiche e di un piu’ elevato livello di sicurezza del posto di lavoro e di partecipazione alle decisioni aziendali. Naturalmente con un vigile e continuo arbitrato del governo”.

Questa, dice in sostanza Prodi, e’ la strada che dovrebbe seguire anche l’Italia.

Viste le perdite di quote di mercato, ”non e’ che si possa tirare avanti a lungo -afferma Prodi- senza prendere una decisione in materia perche’ il drammatico deficit nell’export-import automobilistico italiano ci dice che non siamo in una situazione migliore di quella in cui si trovavano gli americani”.

”A questo punto -prosegue Prodi- ci vorrebbe una proposta concreta da parte del governo.Tutti l’attendiamo con ansia e non possiamo che fare nostre le parole del ministro Bondi quando, in riferimento all’esternazione di Marchionne, ha serenamente confessato che ‘se l’Italia avesse ancora una classe dirigente degna di questo nome, si interrogherebbe a fondo sulle sue affermazioni’. Mi auguro -conclude Prodi- che questa interrogazione avvenga subito senza attendere il difficile e complesso cambiamento della nostra classe ririgente”.

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