Marchionne a Detroit: Alfa negli USA dal 2009
Due nuove alleanze entro il primo semestre e profit target pari a 1,7 miliardi di euro. Sono questi i principali obiettivi di Fiat Auto per il nuovo anno, obiettivi descritti al Salone dell’auto di Detroit dal suo amministratore delegato, Sergio Marchionne decisamente soddisfatto per i risultati raggiunti sino a oggi, ma sempre con i piedi per terra. “Solo tre anni fa ci davano per spacciati e invece siamo stati protagonisti di un grande recupero e abbiamo chiuso quest’ultimo anno bene”. E i numeri danno ragione senza dubbio al manager italiano ma con formazione anglosassone, tanto che per il 2007 le attese sono per un volume di profitti doppi rispetto a quanto ha fatto strutturalmente la Fiat nel 2006. Questi miracoli non succedono in una notte, ma con 365
giorni di lavoro”, spiega Marchionne che raccomanda di mantenere sempre un approccio molto umile specie in realta’ come quella americana che rappresentano mercati molto particolari. E a chi gli chiede quando tornera’ l”investment grade’ sul debito di Fiat, risponde “non sono
molto religioso ma i ceri li accendiamo tutti quanti.
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Non è una scelta che dipende da noi”. “Stiamo lavorando come dannati per migliorare i risultati industriali del gruppo”. Sebbene il rating sia ancora al di
sotto della soglia ‘investment’ le prime reazioni positive le potremmo vedere alla fine di gennaio con la pubblicazione dei risultati complessivi per il 2006″. “Ma – aggiunge – gli analisti sino adesso sono rimasti davvero impressionati in maniera positiva su risanamento Fiat. Vediamo un pò se riusciremo a convincerli che siamo veramente bravi”. Sul piano operativo i risultati non sono da poco e gli obiettivi non meno ambiziosi: “Con la Bravo, l’otto per cento di quota di mercato in Europa diventa un numero molto piu’ sicuro, piu’ solido”, dice Marchionne secondo cui poi con la 500 “ovviamente potremo andare anche oltre. Infatti l’obiettivo che abbiamo per il 2010 e’ oltre il dieci per cento”. Nel 2006 Fiat ha raggiunto una quota di mercato in Europa sotto l’8%, con importanti performance come quelle delle vendite della Grande Punto in linea con le stime, mentre per il 2007 si prevede un aumento delle quote di mercato europeo oltre l’8 per cento. Interessante il capitolo delle nuove alleanze: per il 2007 sono in ballo due nuovi possibili accordi. “Abbiamo un paio di cose da parte. Vediamo se riusciamo a portarle a casa entro il primo semestre”, e il manager precisa che le aree geografiche di interesse rimangono per il momento “l’Europa e i paesi asiatici”. Il Vecchio Continente in particolare, “è un capitolo ancora non chiuso e nell’ambito del quale
bisogna fare ancora di più. Ma al North American International Auto Show si e’ anche parlato di Alfa Romeo. Il marchio del Biscione “tornerà a vendere in Usa nel 2009”, rivela l’a.d. della Fiat. “Forse saremo già al prossimo Salone di Detroit nel 2008, inizialmente ci legheremo a Maserati, ma ci aspettiamo certamente volumi più ampi”, e quindi l’azienda si potrà muovere autonomamente.
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E Marchionne confessa che “tornare in Usa per il marchio Fiat è ancora un sogno, anche se penso che abbia la capacità di tornare in America e piazzarsi su questo mercato. Non ho dubbi. Ma in quali tempi possa accadere non lo so. L’importante ora è di portare l’Alfa Romeo immediatamente». Il lavoro per la nuova traversata Atlantica del Biscione e’ iniziato un anno fa “perchè le vetture che stiamo producendo oggi non sono in linea con i regolamenti Usa”, spiega il manager secondo cui lo sbarco avverra’ con il prossimo face lift della 159 e la Brera spider.



