Salone Detroit 2010:la sfida di Marchionne

Debutto al salone dell’auto di Detroit per Sergio Marchionne nella duplice veste di amministratore delegato di Fiat e di Chrysler.

SEBRING CABRIO

Il manager italo-canadese approda al Cobo Center nove mesi dopo aver assunto il comando del gruppo di Auburn Hill avviato con la procedura di amministrazione controllata sostenuta dal governo di Barack Obama. L’alleanza tra le due sponde dell’Atlantico ha preso di fatto il via lo scorso 4 novembre con la presentazione del piano industriale, che prevede la creazione di 21 modelli entro il 2014 e 3 piattaforme condivise con l’azienda torinese, compresa una versione modificata per il mercato nordamericano della Fiat 500, che sarà prodotta in Messico e commercializzata soprattutto nelle grandi città.

SERGIO MARCHIONNE CEO FIAT AND CHRYSLER GROUP

Un piano ambizioso e rigoroso che punta a risparmiare 2,9 miliardi di dollari in 5 anni per Chrysler grazie a un’attenta politica dei costi e alle sinergie con Fiat. I costi operativi del gruppo nel 2010 caleranno dell’8%, mentre la produttività salirà del 10%. Sul fronte delle vendite l’azienda prevede un rilancio delle vendite in casa e all’estero e la scalata nelle quote di partecipazione di Fiat in Chrysler. A partire da quest’anno il gruppo torinese dovrebbe rafforzare la propria quota nella casa automobilistica americana, salendo dal 20% al 25% grazie all’avvio della produzione di motori in Usa. In ottemperanza a quanto pattuito con il governo americano, Fiat può salire in Chrysler in tre tranche del 5% in osservanza ad alcuni parametri.

New Chrysler 300C

Il primo è l’avvio della produzione di motori in Usa. Un ulteriore 5% potrà essere acquisito se introdurrà sul mercato americano auto in grado di percorrere circa 65 chilometri con un gallone di benzina (3,8 litri). Per ottenere l’ultima quota l’azienda dovrà realizzare oltre 1,5 miliardi di dollari di vendite fuori dagli Stati Uniti. Sarà proprio Marchionne a illustrare gli aspetti più importanti di questo riordino improntato sullo stesso stile che ha permesso il rilancio di Fiat in Italia. E a suggellare la solidità dell’asse Torino-Detroit, in occasione del debutto al salone della capitale americana dell’auto accanto ai marchi Dodge, Chrysler e Jeep ci saranno Fiat, Maserati e Ferrari.

Fiat 500C

Grande attesa per Fiat che – secondo indiscrezioni – dovrebbe esporre a Detroit un prototipo della 500 ibrida. La ventata di rinnovamento targata Italia è uno degli elementi di novità che contribuiscono al rilancio della kermesse dopo la fiacca degli anni passati causata delle gravi difficoltà incontrate dalle Big Three. A confermare il ruolo della politica nel salvataggio dell’industria automobilistica una delegazione del Congresso, guidata dal presidente della Camera Nancy Pelosi, visiterà il salone anche per verificare come sono stati spesi i soldi a carico dei contribuenti per salvare l’industria auto. Sono complessivamente 700 i modelli esposti al Cobo Center, di cui 40 debutti di modelli appena usciti di fabbrica.

Tratto da www.lastampa.it

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